
di Antonella Balestrieri (*)
Corigliano-Rossano: La battaglia legata alla trasparenza e alla gestione della campagna vaccinale anti-Covid a Rossano si arricchisce di un nuovo, cruciale, capitolo giudiziario.
L’azione, intrapresa di recente, per omissioni di atti d’ufficio, infatti, non rappresenta un fatto isolato, ma si innesta su un percorso di accertamenti già avviato negli anni passati da G.C., cittadino rossanese che da tempo solleva dubbi sulla regolarità dei lotti somministrati sul territorio, il quale aveva segnalato di problemi di salute scaturiti presumibilmente dall’inoculazione di un vaccino scaduto ovvero usato nonostante fosse trascorso il tempo massimo dall’apertura del farmaco. A confermare che l’attività degli inquirenti sta procedendo su più fronti è un documento ufficiale emerso -nel mese di maggio c.a.- dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Castrovillari.
Si tratta di un’attestazione di iscrizione nel registro delle notizie di reato ai sensi della articolo 335 c.c.p., rilasciata dagli uffici giudiziari il 12 maggio 2026. L’atto certifica formalmente la presenza di ulteriori procedimenti penali che vedono G.C. iscritto in qualità di parte offesa, affidati al Pubblico Ministero Sergio Cordasco della Sezione 4. La vera novità sostanziale risiede nei dettagli contenuti in questo secondo filone d’indagine, che parrebbe scaturire proprio da una denuncia circostanziata presentata dall’infermiera che all’epoca dei fatti era in servizio presso il centro vaccinale di via De Rosis, a Rossano centro, presidio attivo durante la fase acuta della pandemia.
I fascicoli aperti presso la Procura unificata si muovono su ipotesi di reato particolarmente pesanti, che vanno ben oltre la contestata inadempienza burocratica dell’accesso agli atti. Nello specifico, il primo procedimento, contrassegnato dal numero 862/2026, fa riferimento all’ipotesi di truffa, previsto dall’articolo 640 del Codice Penale. Un ulteriore faldone, il numero 355/2026 ipotizza, invece, i reati di lesione personali; lesioni personali aggravate e violenza privata, con fatti penalmente rilevanti che risalirebbero al settembre del 2025. La consistenza di questi diversi procedimenti penali, tutti concentrati sotto la medesima conduzione magistratuale, evidenzia come la magistratura castrovillarese stia cercando di fare piena luce sulle dinamiche interne al centro vaccinale rossanese.
Se da un lato l’esposto più recente di C.G. punta a scardinare il presunto “silenzio-diniego” dell’Asp sulla documentazione medica, l’esistenza di indagini nate dalle dichiarazioni dell’operatrice sanitaria per lesioni e truffa suggerisce che gli inquirenti stiano valutando con estrema attenzione le modalità di somministrazione dei sieri e la gestione complessiva dei lotti. Dietro il caso giudiziario si muove una forte contestazione di natura politica e sociale sollevata dal “Comitato Oltre” di Castrovillari. I portavoce del Comitato denunciano come il caso di Rossano non sia isolato, parlando di un “muro di gomma” e di continui ostacoli burocratici. Dal Comitato vengono lanciate accuse pesantissime nei confronti della gestione dei centri vaccinali. La tesi sostenuta dai contestatori ipotizza che “l’ostruzionismo dell’Asp serva a coprire presunte irregolarità, come l’inoculazione di dosi “scadute” oltre le canoniche 6 ore dall’apertura dei flaconcini”. Secondo la ricostruzione dei rappresentanti del Comitato -che collegano direttamente queste procedure a presunti incentivi economici regionali e all’insorgenza di malori improvvisi- i medici avrebbero agito consapevolmente sulla pelle dei cittadini. Dalle ultime interlocuzioni avute con l’azienda sanitaria sembrerebbe, inoltre, emerso che l’Asp non sia materialmente in possesso dei registri di carico e scarico dei lotti, una mancanza che il Comitato definisce “gravissima”.
(* fonte: https://www.quotidianodelsud.it )