
Fontre: La Redazione
La Suprema Corte di Cassazione, sesta sezione penale, ha annullato con rinvio degli atti alla Corte d’Appello di Catanzaro per nuovo giudizio la sentenza emessa in data 16.6.2025 dai giudici di Catanzaro, ove era stato condannato un uomo quarantasettenne di Corigliano-Rossano.
Nel particolare dei fatti, secondo l’accusa sostenuta dal pubblico ministero, l’uomo era chiamato a rispondere del reato di minacce aggravate, perché minacciava gravemente la ex moglie, nonchè per la violazione degli obblighi di assistenza familiare perché abbandonando il domicilio domestico e, comunque, serbando una condotta contraria all’ordine o alla morale familiare, si sottraeva agli obblighi di assistenza inerenti la responsabilità genitoriale ed alla qualità di coniuge. Per tali fatti l’uomo veniva ad essere condannato dal Tribunale di Castrovillari alla pena di mesi tre di reclusione. La sentenza di primo grado veniva ad essere impugnata dall’uomo, per il tramite del suo difensore l’avvocato Giuseppe Vena, e la Corte d’Appello di Catanzaro in accoglimento delle richieste difensive escludeva il reato di minacce confermando l’altro reato. Il verdetto dei giudici penali di Catanzaro veniva ad essere impugnato dall’avvocato Giuseppe Vena, mediante la proposizione del ricorso per Cassazione , ove il difensore eccepiva che il collegio giudicante di Catanzaro nell’emettere il dispositivo, nonostante l’esclusione del reato di minacce, per cui la pena di primo grado doveva essere diminuita, i giudici erroneamente l’aumentavano , operando un errore di calcolo, cosicché i Giudici di Piazza Cavour di Roma, in totale accoglimento della tesi difensiva, annullavano la sentenza di secondo grado con invio degli atti ad altra sezione della Corte d’Appello di Catanzaro per nuovo giudizio.