
di Giulio Iudicissa
Non tutti possono diventare oratori, mentre, chi lo desidera, può facilmente diventare un parolaio. La differenza sta nell’uso della parola: onorarla o sfregiarla.
La prima via presuppone un interesse e la frequenza di testi di settore; la seconda è terreno libero, facile, una passeggiata.
Sulla prima, troviamo, ancora oggi, dopo oltre duemila anni, Demostene ad Atene e Cicerone a Roma; sulla seconda, tanti comizianti.