
di Rosella Librandi Tavernise
Poco dopo la mezzanotte del primo Giugno una lunga scossa di terremoto ha interrotto il sonno di molti e anche la mia tranquilla abitudine di rilassarmi con la lettura: il divano ha cominciato a dondolare e ho capito che si trattava di un terremoto.
Senza farmi prendere dal panico pensavo, qualora la scossa fosse durata a lungo, di ripararci sotto un architrave, che è una delle cose che si può fare trovandosi in casa.
Anni fa, durante un altro terremoto, mentre rassettavo la stanza vidi il letto muoversi, e sentii la signora Schiavonea, del piano di sopra, invocare a gran voce San Francesco di Paola a cui i Coriglianesi si affidano nei pericoli. San Francesco ha protetto Corigliano da tanti disastrosi terremoti: si ricordano quello del 14 Luglio 1767 per cui, per riconoscenza, la cittadinanza ha voluto innalzare al Santo una statua di marmo bianco a figura intera, posta sul sagrato della chiesa da lui costruita quando dimorò in paese dal 1475 al 1477; e quello del 25 Aprile del 1836 che provocò vittime e distruzioni nei paesi del circondario ma preservò Corigliano: per questo fu istituita in suo onore la grande festa del 25 Aprile, detta “i ri vinticinchi”.
I terremoti sono frequenti a Corigliano essendo la Calabria terra fortemente sismica, infatti è soprannominata “terra ballerina”.
Tali eventi tellurici hanno contribuito a radicare profondamente il legame tra San Francesco e i coriglianesi i quali lo ricordano nel Rosario in suo onore:
“…ccu llacrim’ e ccu ssangh’ ame prigäte
ppi llibbirär’ a patria nostr’ i guerr e terramute”
Ricordo che a Vaccarizzo, quando ero piccola, si verificò un preoccupante sciame sismico che durò tutta la notte e costrinse la gente a uscire di casa e pernottare negli orti limitrofi al paese. Ma più sorprendente e incredibile è il ricordo che ho di un terremoto del 2006: ero a casa della mia collega Filomena Berardi Petrone con la quale stavo elaborando al computer la copertina della commedia in vernacolo “Ebbiva ru viecchj!” scritta, su mio suggerimento, da Teresa Gallina per un progetto scolastico in occasione dei 500 anni della morte di S.Francesco a Tours (Francia) il 2 Aprile 1507 e, proprio nel momento in cui abbiamo scritto la frase «San Francesco sempre protegge Corigliano dai terremoti», tutto tremò: restammo immobili e ci scambiammo uno sguardo misto di sorpresa e incredulità.
Il terremoto del 2 Giungo di magnitudo 6.2, con epicentro in mare a una profondità di 250 Km al largo della costa tirrenica della Calabria e a 20 Km al largo di Amantea (CS), è stato avvertito non solo nel Sud Italia ma oltre il mar Adriatico ed Egeo, in Albania e in Grecia. Data la profondità dell’epicentro, l’energia si è dispersa e, nonostante la forte scossa, non si sono registrati danni a cose o persone.
I devoti hanno visto anche in questo episodio la protezione di San Francesco dichiarato patrono della Calabria da papa Giovanni XXIII nel Giugno del 1962.