
5a (e ultima) parte Nona Giornata di Campionato: Polisportiva Corigliano – Olimpia Mirto
Dopo il meritato successo della nostra squadra con la Libertas Rossano, nonostante ancora mancassero ben sei partite al termine del campionato, negli animi dei tifosi e dei dirigenti della Polisportiva Corigliano albergavano i sentimenti di fiducia e di speranza nel vedere la nostra squadra insidiare, addirittura, il primo posto in classifica occupato dalla Schiavonea (1).
Per tale motivo, la domenica del 19 aprile, con l’incontro in casa contro l’Olimpia Mirto, che, a causa di risultati deludenti, non navigava in acque tranquille e sicure, si presentava alla nostra compagine la grande opportunità di scalare finalmente l’impervio e scosceso monte della classifica, per raggiungerne la vetta ed issarvi, anche se in modo provvisorio, la bandiera biancazzurra.
Nonostante l’assenza del nostro forte e vigoroso centrocampista Gaetano Scura, e l’infortunio, in corso d’opera, del bravissimo Sandrino Granato, dalla indiscutibile classe e sempre tra i migliori in campo, sembrava che la partita dovesse prendere una netta piega a favore dei nostri colori e fare felici con tanti goal i numerosi tifosi accorsi in campo, oltre 3.000 anime.
Purtroppo per noi, non sarà così. I motivi erano due.
Il primo riguardava i nostri giocatori, che, stranamente, incappavano in una giornata non molto positiva. Quasi privi di una grande motivazione, con fatica arrancavano per il campo e sembravano a corto di schemi.
Il secondo, ancora più valido, era dovuto ad un comportamento eticamente scorretto da offendere i principi fondanti dello sport. Si trattava della scarsa lealtà dei dirigenti e dei giocatori dell’Olimpia Mirto, che affrontavano la partita mescolando con “destrezza”, ma in modo del tutto irregolare, le carte.
Anzi barando. Il motivo? Semplice. Come un’improvvisa e invisibile meteora, appariva nella compagine dell’Olimpia Mirto, sotto falso nome di Giuseppe Maringolo, la forte ala destra della squadra del Crotone, un certo Enrico Artone (nome da ricordare perché, come vedremo, riapparirà per molte altre volte sul nostro campo da gioco) (2). Era un nostro tifoso, G.M. (3), a svelare le vere generalità anagrafiche dello pseudo Maringolo, confermate, poi, dagli immancabili e puntuali pettegolezzi di condominio, quelli che si scambiano negli angoli nascosti delle portinerie. Infatti, a tale proposito, si racconta che il “signor misterioso” fosse presente in campo non solo per mostrare le sue indiscutibili capacità sportive, ma, soprattutto, per farsi notare da una bellissima ragazza (N. D.L.), che abitava in zona S. Antonio. E se fosse stato proprio questo il motivo dell’amoroso Enrico? Mah! Al posto della risposta, che leggerete in una nota più avanti, preferisco ritornare all’incontro di calcio, presentandovi, intanto, le due compagini, grazie alla preziosa testimonianza fotografica di Francesco Curia.
__________________________________________
1 La squadra della Schiavonea, però, aveva una partita in meno rispetto a quella della Polisportiva Corigliano
2 Il Crotone nella stagione 1962-1963 per solo due punti retrocedeva in Quarta Serie. L’anno successivo, disputando un grande campionato con bravi giocatori, tra cui l’attaccante Enrico Artone, riusciva ad ottenere di nuovo la serie C, dopo un lungo testa a testa con il Barletta (Fonte: Wikipedia)
3 Un ex docente di Lettere, oggi in pensione
__________________________________________

18-4-1964 – La squadra dell’Olimpia Mirto immortalata dallo scatto fotografico di Francesco (Ciccilli) Curia, che, oltre al punto interrogativo sopra la testa di Enrico Artone, che tentava di nascondersi, così scriveva nella sua didascalia: Formazione del Mirto??? Il centroavanti… si nasconde…

18-4-1964 – La squadra della Polisportiva Corigliano. In alto, da sinistra: Amato, Granato, Salimbeni, Romanelli, Mezzotero, Scarfò. In basso, da sinistra: Caruso, Andreassi, De Rosis, De Rosa e Belsito
Nella nostra formazione, in quella terza domenica di aprile, come già detto, mancava Gaetano Scura, per cui l’allenatore era costretto a cambiare assetto alla squadra: inseriva il bravo e veloce, dallo scatto imprendibile, Giuseppe De Rosis all’ala destra al posto di Andreassi, assegnando a quest’ultimo il ruolo di mezzala destra, mentre Romanelli ritornava a ricoprire il ruolo di stopper (5).
Erano circa le ore 15 quando, in una giornata soleggiata con un folto pubblico, tra cui molte donne, la cui presenza, preziosa e continua, era una marcia in più per la macchina della squadra capitanata dal bravo Massimo Romanelli, l’arbitro, Stinca di Cosenza, faceva vibrare il suo fischietto per dare inizio alla partita di calcio tra la Polisportiva Corigliano e l’Olimpia Mirto.
Subito, come da copione, era quel misterioso attaccante del Mirto, Giuseppe Maringolo, nome d’arte di Enrico Artone, che scaraventava, come una fucilata, un tiro potente, che il nostro portiere, Caruso, miracolosamente deviava in un angolo.
Era la premessa di un incontro di calcio dal volto strano e beffardo per la nostra squadra, che al 16° minuto subiva già un goal da parte dell’ala destra della squadra avversaria. La reazione dei nostri giocatori, pur immediata, ma per niente convincente, non sortiva alcun effetto, anche per l’infortunio al 28° minuto del primo tempo di uno dei migliori nostri giocatori: Sandrino Granato.

18-4-1964 – Partita Polisportiva Corigliano – Olimpia Mirto – 28° minuto del primo tempo: Infortunio di Sandrino Granata. La didascalia è di Francesco Curia: Con spirito cavalleresco gli atleti soccorrono l’infortunato Granata. Mi sembra che la nostra ala destra, Giuseppe De Rosis, guardi con un giustificato sospetto il numero 9 dell’Olimpia Mirto, proprio quel tal Giuseppe Maringolo, all’anagrafe Enrico Artone.
A questo punto, sotto di un goal e per l’infortunio di Sandrino, che non potrà dare per l’intera partita il solito prezioso supporto ai suoi compagni, sembrava che
_____________________________________________
4 Nella partita precedente, quella con la Libertas Rossano, aveva giocato nel ruolo di mezzala sinistra (numero 10)
_____________________________________________
quello scoiattolo dal musetto intelligente si fosse addormentato, raggomitolato su se stesso quasi a forma di palla, su uno dei rami alti dell’albero della classifica per proteggersi dal rigido freddo dell’ambiguità e dell’ipocrisia.
Terminato il primo tempo, i tifosi biancazzurri, pazienti e fiduciosi, iniziavano con più forza ad incitare i loro beniamini, affinché avessero una reazione di orgoglio per pareggiare almeno la partita.
Dopo numerosi interventi del portiere dell’Olimpia Mirto, Garasto, nel neutralizzare tutti gli interventi dei nostri giocatori, finalmente arrivava il momento del tanto sospirato riscatto di una partita strana ed irregolare, caratterizzata dai grandi risvolti di falsi ideologici.
Infatti, al 11° minuto del secondo tempo, quei due bravi giocatori che si erano scambiati i ruoli, Andreassi e De Rosis, spegnevano le luci del teatro della beffa, accese dalla pseudo squadra del Mirto, facendo, così, calare il falso e indecoroso sipario dello spettacolo della vergogna e della slealtà.
Era Andreassi, che, dopo aver “rubato” la palla ad un giocatore avversario, ne “ubriacava” altri due, offrendo su un piatto d’argento la palla al velocissimo De Rosis, che, con uno straordinario gesto tecnico, non perdeva l’occasione di spedirla in fondo alla rete dell’incolpevole Garasto.
Era, finalmente, il pareggio.
Così, nonostante tutto, il sogno dei tifosi e dei dirigenti della Polisportiva Corigliano riprendeva a volare con entusiasmo sulle leggere ali della speranza.

18-4-1964 – Partita Polisportiva Corigliano – Olimpia Mirto – 11° minuto del secondo tempo, goal di Giuseppe De Rosis, foto e didascalia di Francesco (Ciccilli) Curia: De Rosis tira… e i Biancazzurri pareggiano!
(Si conclude qui il mio ricordo del 1963. Un’ultima nota per gli interessati: il libro è quasi esaurito; ne restano solo 6 o 7 copie in vendita alla Libreria ‘Il Fondaco’ di Corigliano Scalo.”)