
di Giulio Iudicissa
Ad inizio primavera gli esercizi commerciali espongono costumi da bagno e creme solari; alla prima alba di agosto ci sono già le novità del prossimo autunno-inverno;
allo spirare di ottobre compaiono alberi e presepi con tanto di addobbi e lucine natalizi. Una volta, il calendario, civile e religioso, regolava le feste, scandendo attesa e arrivo, durata e conclusione. Oggi, è il mercato ad imporre il suo calendario, cosicché a ‘ferragosto’ si pensa al ‘natale’ e a natale ci si prepara per il ferragosto. Ecco: anticipo e banalizzazione.