
di Giulio Iudicissa
Beato quell’uomo, che ha ancora una casa, alla quale pensare, dirigersi, ritornare. Una casa dove ritrovare le sue cose, dove rifugiarsi.
Può darsi che quella casa, fatta di mattoni e calce, non esista più. Non importa. Ciò che importa è che sia rimasta nel cuore, nitida, chiara, calda d’inverno e fresca d’estate, con volti affettuosi e voci suadenti, con un profumo mai più sentito altrove. Tra le tante abitate, quella resta la sua casa, la casa del cuore.