
di Giulio Iudicissa
Abbiamo voltato pagina da poco e ci siamo accorti che di pagine nel calendario non ce ne sono più. Il tempo è scaduto, pieno o vuoto, bello o brutto che sia stato.
E di esso restano i segni, qualche carezza e non poche lacrime. Saranno il lascito per il nuovo anno. Già! Il nuovo anno, che maghi vecchi e nuovi ci illustreranno in lungo e in largo. Io continuerò a seguire le previsioni materne, semplici e a buon mercato. E’ il dicembre 2013. “Come sarà, madre, il nuovo anno?” “Come l’altro – mi dice – come quell’altro e come quell’altro ancora, con qualche carezza e con non poche lacrime”.