
di Giulio Iudicissa
Incontro per strada, a sera già fatta ed abbastanza fredda, una vecchietta, con gobba marcata e dall’incedere strano. Incuriosito, mi avvicino e attentamente la guardo.
Oh! È lei, che, stanca, rientra non so da dove, dopo le tante consegne a grandi e piccini. La Befana!
Pensavo non venisse quest’anno, per via delle tante tristezze e dei tanti pericoli ad ogni angolo. Invece, eccola qui, ancora in servizio, fedele al suo destino. A saperlo, un regalino glielo avrei chiesto anche io. Pazienza! Lo faccio ora per il prossimo anno, così ha tutto il tempo per organizzarsi.
Ecco: vorrei, Befana buona, una Corigliano in miniatura, piccola piccola, così piccola, che stia nel palmo della mia mano. Accontentami. La terrò nella mano e sotto gli occhi, nei momenti d’ozio o di abbandono, e me ne andrò con essa per strade e viuzze del paese, a veder cosa c’era e non c’è più, il vico e lo slargo, la fontana e la bottega, la scuola, la banca, il municipio, il municipio con consiglieri, assessori e sindaco.
Quante cose c’erano e non ci sono più!