
di Giulio Iudicissa
Spesso è così: si ride per niente, quasi per darsi un tono. Si ride a crepapelle, nel corso d’una festicciola, mostrando un’allegria spropositata.
Si ride nel corso di dibattiti, anche quando questi presentano contesti di morte. Si ride in modo sguaiato negli spettacoli televisivi, ad ogni battuta, che nulla ha di simpatico. Segno di stoltezza, come sentenziavano gli antichi.