
di Giacinto De Pasquale
Il 19 gennaio 2023 papa Francesco ha firmato il decreto di venerabilità di don Gaetano Mauro riconoscendo l’eroicità delle sue virtù. Perché questo importante riconoscimento per il prete di Montalto Uffugo?
Subito dopo la conclusione della Prima guerra mondiale don Gaetano Mauro riprende in Montalto la sua straordinaria attività, sostenuto dalla devozione particolare alla SS.ma Eucaristia, alla Madonna della Serra, Patrona di Montalto, e a S. Giovanni Bosco, sulla cui tomba, per imitarlo, aveva fatto voto di dedicarsi, in modo particolare, alla gioventù. E i fanciulli e i giovani furono i preferiti nel suo lavoro. Catechismo, conferenze, scuole diurne e serali (professionali, medie e ginnasiali, ricreatorio inaugurato tra i ruderi del vecchio convento di S. Francesco di Paola l’8 dicembre 1921), filodrammatica, cinema, banda musicale, palestragiochi: tutto fu messo in opera perché i piccoli e gli adolescenti avessero la possibilità di crescere e svilupparsi spiritualmente, professionalmente e culturalmente. In particolare fiorirono l’Azione Cattolica, la Congregazione Mariana, Le Figlie di Maria e gli Esploratori. Tale attività non gli impediva di guardare ai problemi religiosi e sociali della Calabria. In particolare lo colpì lo stato di miseria, di ingiustizia, di abbandono, di solitudine e di ignoranza religiosa e culturale dei contadini e della gente dei campi. È la folgorazione dell’ispirazione del carisma: l’evangelizzazione e la promozione umana del mondo rurale. L’ispirazione va assecondata: bisogna preparare dei giovani catechisti rurali e degli oratori rurali. I giovani esploratori, effettuando le uscite domenicali, si prestano più dei giovani di altre associazioni, per poter raggiungere i contadini, lontani dai centri abitati. Essi stessi avevano osservato, nelle loro uscite, lo stato di abbandono dei contadini e manifestato la necessità di una catechesi per i piccoli campagnoli. Sorse così nel mese di Agosto 1925, l’A.R.D.O.R. (Associazione Religiosa degli Oratori Rurali), composta da sacerdoti e laici per l’insegnamento della Dottrina Cristiana nelle campagne. Per stringersi più fortemente a lui e al suo ideale apostolico, alcuni giovani iniziarono vita in comune col Decano Mauro nei resti dell’antico convento di S. Francesco di Paola in Montalto il 27 giugno 1928. L’ 8 dicembre successivo si diede vita ufficialmente alla Congregazione dei Catechisti Rurali (Missionari Ardorini), che ottiene il Rescritto di lode il 26 giugno 1930 e l’erezione ad Istituto diocesano il 27 giugno 1930; in seguito ad essa si affiancò la Congregazione delle Suore Catechiste Rurali. Un padre Ardorino che ha legato indissolubilmente il proprio a Corigliano Scalo è stato mons. Flaminio Ruffo scomparso il 5 settembre del 2017. Dal 1962 al 2017 don Flaminio ha vissuto intensamente la realtà religiosa, sociale, politica ed economica di questa importante parte del territorio coriglianese che è lo Scalo. Ma parchè ci stiamo occupato di don Mauro, di don Flaminio e degli Ardorini ? Perché all’importante opera catechistica e religiosa svolta dalla Congregazione dei Catechisti Rurali, viene dato il giusto risalto nel recente volume scritto dalla giornalista Alessia Ardesi dal titolo “Oratorio Italia – Viaggio nel Paese del bene” – Rubbettino Editore.

Alessia Ardesi è nata a Manerbio (Brescia) ed è cresciuta all’oratorio di Chiari. Dopo la laurea in Comunicazione allo Iulm ha iniziato la carriera tv al Tg2 e poi a Sky. Nel 2010 è entrata nello staff di comunicazione di Palazzo Chigi e poi è diventata assistente personale del presidente Berlusconi. È stata consigliere per le relazioni istituzionali del Comitato Italiano del World Food Programme, ha fondato l’associazione i Bambini di Nassiriya, ha collaborato con la Comunità di Sant’Egidio e la chiesta di Sant’Ignazio di Loyola. È stata commentatrice televisiva in programmi Rai, Mediaset e La7, in Italia e dagli Stati Uniti. Vive a Washington, dove ha conseguito un master in International Public Policy a SAIS -Johns Hopkins University – ed è vicepresidente for Governmental Affairs di GV-Group, la più grande azienda tipografica d’Europa con sedi e investimenti negli Stati Uniti. Nel suo saggio Alessia Ardesi compie un viaggio nel tempo e nello spazio per raccontare la forza e l’evoluzione di quei luoghi di aggregazione che, a partire da San Filippo Neri e San Giovanni Bosco, continuano ad accogliere e formare i giovani ai valori cristiani. Il volume ha una prefazione del cardinale Parolin e una postfazione del giornalista Aldo Cazzullo. Infatti in questo libro la Ardesi dedica uno spazio molto importante all’opera svolta da don Mauro e dai suoi collaboratori. Ecco cosa scrive la Ardesi: “Al Sud l’oratorio sta germinando sempre più. Importanti prove ci sono anche in Calabria, tentativi pure nella Basilicata. In tutti questi territori infatti ci sono diverse realtà, come ad esempio quella degli ardorini (Pii operai catechisti rurali), che sono membri di una Congregazione di diritto pontificio risultante dall’unione dei Pii operai, fondati da don Carlo Carafa nel 1600, e dei Catechisti rurali, fondati da don Gaetano Mauro nel 1928. Il carisma dei Pii operai era la dottrina cristiana, e si attuava in missioni popolari nelle zone povere della Campania e del Lazio; quello dei Catechisti rurali era simile, con l’aggiunta di una speciale attenzione ai giovani, che don Mauro in Calabria aveva scoperto particolarmente bisognosi di educazione cristiana durante la Grande guerra.

Parroco di un territorio vasto popolato da contadini, a Montalto Uffugo nei pressi di Cosenza, dove in pratica nacque e si insediò la congregazione, don Mauro aveva toccato con mano l’abbandono di cui soffrivano i campagnoli lontani dal centro cittadino; non solo sotto l’aspetto religioso, ma soprattutto riguardo a quello sociale: vivevano in condizioni miserevoli al servizio dei ricchi latifondisti. Lui amava la campagna, che riteneva la fonte principale del sostentamento umano, ed era legato ai lavoratori della terra perché con i sacrifici lo rendevano possibile. E si è sempre battuto, anche tramite i suoi amici politici, per il loro riscatto sociale e religioso…. Ma a monte c’era un altro spazio aggregativo importante: il ricreatorio, luogo di educazione e crescita come uomini integrali. Il fine era quello, appunto, di ricreare e riplasmare le anime giovanili insegnando ad amarsi a vicenda, rinnovandoli nella mente e nel cuore, per farli diventare buoni figliuoli, padri di famiglia onorati, cittadini onesti e timorosi di Dio, rispettosi della religione e utili alla patria. Nel ricreatorio nacquero le “opere” per attirare i giovani: la banda musicale, le scuole di arti e mestieri, la tipografia, la filodrammatica, le feste e le scampagnate, gli oratori rurali, i circoli giovanili nelle parrocchie e nei paesi vicini. E furono proprio i giovani del ricreatorio che si mossero verso gli oratori rurali; dall’idea di fare catechismo ai piccoli e dalla necessità di dare continuità a questa attività nacque tra i giovani e nel loro assistente, don Mauro, la volontà di fondare un’associazione di sacerdoti e laici che si dedicassero all’educazione religiosa, civile e morale della gente dei campi. Una grande intuizione per quei tempi. Così prese le mosse l’Ardor: Associazione religiosa degli oratori rurali, che sotto la spinta del direttore spirituale di don Mauro, monsignor Carmine Cesarano, si sviluppò nei Catechisti rurali… Don Mauro, nel ricreatorio, aveva impiantato il “metodo di accompagnamento” continuo. E lo metteva in pratica con il “colloquio individuale”, attraverso il quale guidava i ragazzi a scoprire i loro punti di forza e i difetti, aiutandoli a valorizzare i primi e a eliminare i secondi. A tutti consigliava la preghiera, la lettura spirituale, e soprattutto visite al Santissimo Sacramento.”