
di Salvatore Martino
Un messaggio molto forte viene fuori da questo Giubileo. I giovani, ieri, lo hanno gridato veramente in tutte le lingue, che la guerra è un ferro vecchio che appartiene al passato, di cui bisogna liberarsi, perché non risolve i problemi, anzi, ne crea tantissimi e di più gravi.
La via che i giovani indicano per solvere i drammi di cui oggi soffre l’umanità è quella dell’amicizia, del dialogo, del rispetto, dell’accoglienza, e della solidarietà. Una via già nota, quella del Vangelo, con più corsie, che oggi, va ri-coniugata, e ri-portata in ogni angolo della terra. Senza valori non si costruisce nulla, non esiste futuro, e la pace non può essere un processo legato solo alla logica della supremazia e del possesso, ma al bisogno di amore e di gratuità, restando tutti insieme. Ciò che, secondo i giovani, può far volare davvero le coscienze, è la convinzione che la nuova storia la si possa costruire tramite l’imitatio Christi, e non con la follia del riarmo e della guerra.