
Fonte: Comunicato stampa
L’Amministrazione Comunale, in questi mesi, ha più volte sottolineato gli errori abnormi della procedura imbastita dalla Regione Calabria per la stabilizzazione dei Tirocinanti di Inclusione Sociale che non ha fatto altro che scaricare una vera e propria bomba sociale sui Comuni.
Una irresponsabilità profonda, che ha trovato la resistenza dei Sindaci, mai davvero coinvolti nelle scelte, i quali con grande responsabilità e coraggio hanno, fino all’ultimo giorno, sottolineato le contraddizioni di questa procedura, il mancato stanziamento di somme sufficienti, l’assurda differenza tra i tirocinanti ministeriali e quelli comunali.
Deve essere chiaro che questa situazione ha già creato, di fatto, figli e figliastri, in una inevitabile macelleria sociale. Si è iniziato con gli over 60, alcuni dei quali versano già in condizione di profonda precarietà economica. Tantissimi saranno i tirocinanti esclusi ed avviati ad un percorso ancora, incredibilmente, ignoto.
Proprio in questo contesto di appelli inascoltati da parte di Regione e Governo, rispetto alla esigenza urgente di rimpinguare le risorse storicizzate o cambiare forma contrattuale, l’Amministrazione Comunale ha fatto una scelta politica precisa: noi non facciamo figli e figliastri, non consentiremo una guerra fratricida tra lavoratori, non lasciamo indietro nessuno.
Per questa ragione la delibera prevede l’avviamento per la stabilizzazione dei 51 TIS del Comune di Corigliano-Rossano, esprimendo la volontà di proporre ai lavoratori un contratto a 18 ore. Per ottenere questo risultato, però, sarà necessario, da qui ai prossimi mesi, ottenere l’incremento delle risorse storicizzate al fine di rendere sostenibile la spesa per il Comune quando saranno terminati i contributi una tantum, ovvero a partire dal 2029. Il numero di ore finale, infatti, sarà parametrato alla effettiva disponibilità dei fondi storicizzati.
Nel peggiore dei casi, secondo le proiezioni riportate in delibera di Giunta, che ha previsto il minimo contributo possibile (circa € 1.700 annue per ciascun lavoratore), vincolato le minori spese derivate dai pensionamenti degli operatori dal 2026 al 2029 (circa 280 mila euro) ed impegnato quasi altre 150 mila euro sul resto della programmazione del personale, l’ente prevede un contratto a tempo parziale per un minimo di 12 ore settimanali. Questa impostazione è stata frutto del lavoro incessante del Sindaco, dell’Assessore al Personale e dei settori Risorse Umane e Bilancio, grazie al quale la delibera ha ricevuto il parere di regolarità contabile.
Le ore previste nel contratto di lavoro potranno aumentare progressivamente ed essere portate a 18 già dalle prossime settimane, sulla scorta della effettiva suddivisione dei fondi già stanziati dal Governo (5 milioni di euro) nonché di ulteriori risorse che potrebbero essere previste già nella nuova Legge di Bilancio che sarà presentata il 15 ottobre, quindi sicuramente prima dell’avvio dei nuovi contratti.
La sfida, ora, per dare oltre alla certezza del lavoro anche un contratto con un numero di ore maggiore è quella di ottenere dal Governo maggiori somme storicizzate in modo da consentire ai Comuni la sostenibilità finanziaria a partire dal 2029 in poi. In questa ottica bisognerebbe lottare per rivedere o migliorare le condizioni anche degli over 60, come ripreso in delibera. I Comuni, compreso quello di Corigliano-Rossano, sono stati gli unici Enti che hanno lavorato e continuano a lavorare per non lasciare a casa questi lavoratori: ora è necessario che tutti insieme si trovino le risorse per attuare gli indirizzi delle giunte comunali.
Il Sindaco Flavio Stasi