
Titolo di oggi: L’Orfanotrofio femminile: Un espediente contro il progetto dell’Ospedale
Nel mese di gennaio del 1895, il Conte Nicola Gaetano d’Alife si incontrò con Serra, Priore della Congrega del SS. Rosario, ed insieme decisero di istituire un piccolo Orfanotrofio femminile.
Detto e fatto, perché il Conte aveva fretta e voleva allargare il consenso per la sua candidatura al Parlamento del Regno. Serra si attivò con molto impegno e, dopo un lungo colloquio col sindaco Ruggero Graziani, ottenne in uso alcuni locali dell’ex Convento dei Cappuccini. Furono identificate nel rione dei Pignatari tre ragazzine nate da altrettante mamme senza legittimo marito e nel mese di marzo fu ufficializzata la nascita dell’Orfanotrofio con la Presidenza onoraria del Conte d’Alife e con la nomina a direttore del Priore Serra. Esauriti i fondi della donazione di mille lire elargita platealmente dal Conte, il Comune ritenne opportuno precisare, con la massima tempestività, di non avere in bilancio alcuna somme per simile forma di assistenza. Anche il cassiere della Congrega del SS. Rosario non esitò a puntualizzare che non poteva erogare alcun finanziamento. Serra si rivolse al dottore Antonio Cimino, leader dello schieramento politico contrario al sindaco Graziani, il quale, pur non assumendo alcun preciso impegno, fece balenare l’illusione che l’Orfanotrofio sarebbe stato inserito nel programma amministrativo dal candidato sindaco avv. Scipione De Rosis. Serra recepì il progetto ed in pochi mesi accumulò debiti per 400 lire, senza accorgersi che si era inserito in uno stratagemma politico molto capzioso. Nel mese di maggio del 1896, le tre “orfanelle” ritornarono a casa, per poi rientrare nel mese di dicembre, ma solo per poco tempo. Serra ormai si muoveva, forse senza saperlo, nell’orbita dell’opposizione consiliare e nel 1897 il progetto dell’Orfanotrofio divenne il cavallo di battaglia dell’avv. Scipione De Rosis. Quando in Consiglio comunale, il sindaco Graziani mise ai voti la proposta di istituire un piccolo Ospedale, l’opposizione, capeggiata anche da Cimino, Redi e Dragosei, si scatenò sbandierando la volontà della maggioranza di volere dilapidare il bilancio comunale per una iniziativa senza senso, mentre era più giusto pensare alle povere orfanelle dell’Orfanotrofio. Si votò ed il rilancio della pia istituzione ebbe il maggior numero di voti, grazie alla defezione di alcuni consiglieri della maggioranza. Il 7 luglio del 1897, Graziani si dimise ed in agosto fu nominato Regio Commissario. L’Orfanotrofio chiuse e riaprì ad intermittenza e per brevi periodi. Il Conte d’Alifie, ormai eletto deputato, abbandonò l’ingenuo priore Serra, accusato di essersi fatto strumentalizzare stoltamente nel sabotaggio ostile alla realizzazione dell’Ospedale.
GIUSEPPE FRANZE’