
Fonte: Comunicato stampa
La vicenda è ormai ben nota all’opinione pubblica: Paolo Lo Moro, segretario comunale di Corigliano-Rossano– figura apicale dell’apparato amministrativo del Comune – è stato condannato tempo fa a due anni di reclusione, con pena sospesa, per il reato di falso ideologico commesso nell’esercizio delle sue funzioni.
Nonostante la gravità del fatto, che coinvolge direttamente un alto dirigente dell’Ente, l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Flavio Stasi ha mantenuto (salvo dichiarazioni a dir poco democristiane) un silenzio assordante. Nessuna presa di posizione, nessun atto concreto è stato messo in campo per chiarire ai cittadini una vicenda tanto delicata quanto rilevante per la trasparenza e la credibilità dell’azione amministrativa.
A distanza di tempo, emerge un ulteriore tassello: secondo notizie recenti, sembrerebbe quasi certo che il segretario Lo Moro sia stato destinatario di un provvedimento disciplinare di sospensione per 30 giorni da parte del Ministero dell’Interno, a seguito della condanna penale ricevuta.
Ma la vera notizia – a nostro avviso – non risiede tanto nell’arrivo del provvedimento disciplinare, quanto piuttosto nell’attuale e perdurante silenzio dell’Amministrazione comunale. Una vicenda che tocca il cuore stesso del funzionamento dell’ente locale non è stata affrontata pubblicamente. Né il Consiglio comunale è stato messo nelle condizioni di discuterne, né la cittadinanza è stata adeguatamente informata.
È doveroso chiedersi: ma perché questo silenzio? Cosa si vuole nascondere o minimizzare? E soprattutto, che idea di trasparenza e legalità si vuole trasmettere alla comunità?
Chiediamo anche un sussulto di responsabilità da parte dei consiglieri comunali a conoscenza dei fatti che hanno il dovere di informare correttamente i cittadini che li hanno eletti e di non restare in silenzio su una vicenda tanto rilevante.
Ci preme sottolineare che qui non si tratta di giustizialismo o garantismo, non si tratta di puntare il dito, ma di esercitare un preciso dovere politico: denunciare le zone d’ombra, informare correttamente l’opinione pubblica, soprattutto quando si ha l’impressione che si voglia evitare che certe notizie arrivino ai cittadini.
La Piazza di Corigliano-Rossano ritiene indispensabile fare chiarezza. I cittadini hanno il diritto di sapere, di essere informati e di poter valutare con piena consapevolezza l’operato di chi governa.