
’A FARMACIA ’I DON ALFONSO CILENTO (1)
Era l’11 febbraio del lontano 1879, quando, qualche minuto prima del suono dei dodici rintocchi dell’orologio campanario delle chiese della nostra città, la casa dei coniugi Francesco Cilento e Maria Grispino, posta nelle vicinanze ’i l’Acquanova (Piazza del Popolo), proprio a ra vucca ’i Cirrìa (all’imbocco dell’attuale via Piave, allora via dei Mulini) (2), veniva rallegrata da un dolce e tenero vagito d’una nuova vita: era nato Alfonso (3).

Accolto con grande gioia e immenso amore dai genitori, Alfonso crescerà all’insegna dei valori più profondi e sani della buona educazione, nel rispetto del prossimo e, soprattutto, con grande attenzione e vicinanza nei confronti delle persone più bisognose e sofferenti.
Ragazzo intelligente, dall’intuito pronto e dotato di ottime capacità generali, ben presto dimostrava particolari attitudini verso gli studi scientifici, soprattutto verso quelli che riguardavano le proprietà, la composizione e la struttura della materia: la chimica.
Così, nei primi anni del Novecento, nella città di Napoli, con ottimi risultati, conseguiva la laurea in farmacia, che gli consentiva di realizzare il sogno che aveva nutrito sin da bambino: aprire un giorno una farmacia per aiutare i bisognosi e i sofferenti.
Nell’agosto del 1906 faceva richiesta al Comune di Corigliano per avere in fitto alcuni locali situati ’i supra ’i canali ’i l’Acquanova (sopra le fontane di Piazza del Popolo), cioè quelli posti all’ultimo piano del palazzo storico noto comunemente col nome “Palazzo dell’Orologio”.
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[1] Alcune notizie sul farmacista Alfonso Cilento mi sono state date molti anni fa da uno dei suoi nipoti: il compianto e collega avvocato Alfonso Cilento
[2] L’indirizzo, riportato sulla scheda anagrafica dell’ufficio dello stato civile di Corigliano Calabro è Corso Garibaldi n. 5
[3] All’anagrafe veniva registrato anche con i nomi di Maria Carlo e Giorgio
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Non trascorreva neanche un mese dalla richiesta, e questa veniva accolta (4) con un contratto novennale, per cui in settembre dello stesso anno iniziavano i lavori per adeguare i locali alla nuova destinazione d’uso.
Erano esperti maestri muratori e decoratori a dare un volto nuovo a questi locali, adeguandoli alla volontà del Cilento, mentre bravi falegnami ebanisti ne curavano con arte la mobilia.

Anni ’30 – Il 3° da sinistra è Alfonso Cilento (Foto – Corigliano nel Novecento)
Così, pochi mesi dopo, la sera dell’antivigilia della nascita del Bambinello Gesù, la parte alta della piazza più importante della città, in una grande e perfetta atmosfera natalizia, si animava di voci, di luci e di genti, in una cornice festosa caratterizzata da delizie di pasticceria, da liquori delle migliori marche e dalle pregiate bottiglie di spumanti: si inaugurava l’apertura della quarta farmacia di Corigliano, quella della famiglia Cilento.
Uomo umile e dotato di una grande sensibilità, don Alfonso – così era noto ai più – dal primo decennio del Novecento e fino agli inizi del terzo parteciperà alla vita politica della città, risultando più volte consigliere e
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[4] La richiesta veniva accolta in data 3 settembre 1906 dal Consiglio Comunale, presieduto dal sindaco cav. Gaetano Attanasio
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ricoprendo cariche importanti. Durante i suoi mandati politici si schiererà sempre dalla parte dei più deboli, di quelle persone spesso bisognose di tutto, che a mala pena, e solo a volte, riuscivano a sbarcare il lunario (5).
In breve, era un uomo vicino alla sua gente, al suo popolo, per cui si dice che preferiva chiamare la sua farmacia col nome “Farmacia del Popolo”.
Don Alfonso era un vero signore, un signore di altri tempi, rispettato da tutti, che in ogni occasione gli dimostreranno sempre stima e grande affetto.
Durante la fine del secondo decennio del Novecento, quando nel mondo imperversava la “Grande Epidemia”, nota col nome “La Spagnola”, ma anche come “il più grande olocausto medico occorso nella storia” per il gran numero delle vittime (molte decine di milioni), si impegnava molto a collaborare coi medici di allora nella preparazione di “intrugli medicinali” e nella distribuzione, a volte gratuita per i meno abbienti, di numerose dosi di Aspirina (6).
Anni ’30 – Alfonso Cilento
In quegli anni, postbellici, era difficile per le persone appartenenti alle classi meno agiate accedere alle cure mediche, per cui la pandemia colpiva soprattutto i meno abbienti, senza, però, risparmiare anche coloro che vivevano nelle zone urbane carenti di servizi igienico-sanitari.
La sua farmacia, nota anche col nome ’a farmacia supra i canali, perché posta, appunto nella zona sovrastante le due fontane di Piazza del Popolo, oggi via Monte San Michele n. 2, oltre ad essere un luogo di incontro tra medici, che spesso discutevano delle problematiche sanitare della città, era frequentata da molti dei suoi amici, che preferivano, soprattutto nei periodi primaverili, trascorrere qualche momento di tranquillità, ma anche di

1936 – Piazza del Popolo durante una manifestazione fascista. In alto, come si evidenzia nell’altra foto, i balconi della Farmacia Cilento (Foto – Corigliano nel ‘900)
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[5] Più volte eletto, con grandi consensi popolari, nella lista guidata dal sindaco Vincenzo Fino, che si contrapponeva a quella del barone Scipione De Rosis, gli venivano assegnati importanti incarichi. In particolare, nel 1912 veniva nominato Revisore del Conto 1911l
[6] In quegli anni ancora non si sapeva che la pandemia fosse di natura virale e non esistevano ancora gli antibiotici per trattare le polmoniti
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curiosità, stando seduti comodamente su quei due balconi posti sopra la più importante agorà della città. Come si vede nella parte alta della foto di questa pagina, quei due balconi, legati tra loro da un’insegna a forma di telone con la scritta “Farmacia A. Cilento”, rappresentavano due palchetti di teatro, protetti da una robusta ringhiera in ferro battuto, dai quali si potevano ammirare quanto avveniva nella tranquilla, ma a volte anche turbolenta, sottostante piazza, animata dalle luci dei bar e da quel continuo vocio, sempre crescente all’apparire delle prime ombre della sera: un vero e proprio spettacolo di uomini e di cose.

Don Alfonso gestirà la sua farmacia per oltre sette lustri. Poi, per motivi di salute, era costretto ad abbandonare quelle stanze del “Palazzo dell’Orologio”, impregnate degli odori caratteristici delle medicine, nonché dei profumi della solidarietà di un grande uomo senza tempo.
Era l’ultimo sabato del rigido mese di febbraio del 1944, quando, dopo appena aver compiuto, tre settimane prima, un nobile gesto d’amore e di grande generosità, il buon Alfonso, il bravo farmacista sempre vicino alla sua gente, si addormentava serenamente per sempre.
A questo punto, preferisco cedere la mia modesta penna a quella più fine dell’amico Salvatore Arena, uomo dalle eccezionali doti umane, che con gentilezza e con il suo solito garbo ha accettato il mio invito per un suo breve ricordo di questa farmacia. Eccolo:
“Sapendo della vecchia e affettuosa amicizia di famiglia con i Cilento, il caro Giovanni Scorzafave ha voluto concedermi l’onore di raccogliere i miei ricordi giovanili soffermandomi in particolare sulla Farmacia Cilento di cui è stato titolare il giovane dott. Francesco.
È con vera gioia, perciò, che mi accingo ad espletare il compito affidatomi considerato che mi sono cresciuto nella famiglia Cilento che abitava in via 4 Novembre. In verità, sono stato compagno di scuola di Alfonso dalle elementari alla maturità classica. Alle medie ho avuto compagna anche la brava sorella Celina. Entrambi, oggi, non sono più fra noi.

Anni ’40 – Francesco Cilento (Foto fam. Cilento)
Ma l’amicizia c’era già con mio padre e con Francesco (Ciccio) Cilento. Il capostipite don Gennaro e la moglie donna Adelina mi hanno sempre accolto come un figlio. Figurarsi che ad ogni estate dovevo essere ospite loro per 15 giorni in montagna.
Questa premessa mi è doverosa per far capire che in questo contesto ho conosciuto tutti i familiari, e, quindi, anche Francesco, nato a Corigliano il 9 settembre 1919 da Gennaro e Adelina Scialpi. Completa gli studi presso il liceo classico statale di Rossano e il 28 giugno 1943 consegue presso l’Università Federico II la laurea in Farmacia.
Una volta laureato, eredita dallo zio Alfonso l’antica Farmacia Cilento e ne diventa titolare a tutti gli effetti fino alla sua morte.
Il locale adibito a farmacia era già ubicato nella centrale piazza del Popolo (Acquanova) sopra il Comando dei Vigili Urbani. Vi si accedeva da via S. Francesco attraverso una ripida gradinata, da via 4 Novembre e dal Comando dei Vigili attraverso vicoli.
Per lunghi anni questa farmacia era stata un punto di riferimento per i Coriglianesi. Ricordo che Alfonso ed io spesso andavamo dallo zio di tanto in tanto per passare il tempo.

1951 – Francesco Cilento e Giuseppina Malito (Foto – fam. Cilento)
Francesco Cilento è giovane, ha una bella intelligenza e gode di tante amicizie. La farmacia, pertanto, è accreditata e annovera una clientela selezionata. Per quanto riguarda l’interno, Francesco ha mantenuto tutto come prima: un bancone in legno pregiato all’entrata, e, dietro, arredi in legno con vetrine in stile antico.
Frattanto, il dottor Francesco, il 28 aprile 1951, sposa la signorina Giuseppina Malito di Acri, figlia dell’avvocato Federico, ed il 24 aprile 1952 nasce il primogenito Gennaro.
Nei suoi periodici aggiornamenti presso l’Università di Napoli conosce il dottor Farruggia, originario di Malta, che è un luminare della medicina interna. Spesso lo invita a Corigliano e lo accredita presso amici, conoscenti e clienti, tant’è che il Farruggia, all’epoca, non ha tempo neanche di respirare, essendo richiesta la sua opera da più parti. E i suoi responsi sono sempre esatti.
Mi è doveroso ricordare questo medico bravo e umile perché divenne anche amico di mio padre.
Il nostro Francesco è un giovane estroverso, all’avanguardia e ha belle idee. Una fra le tante avrebbe potuto cambiare il volto di Corigliano. Infatti il dottor Cilento aveva acquistato i macchinari necessari per l’estrazione di succhi e di essenze, uno dei primi impianti in Calabria che non entrò mai in attività per la morte improvvisa di Francesco avvenuta in Acri il 13 settembre 1953 per un male incurabile.

Anni ’40 – In alto, Francesco Cilento. Seguono da sinistra: Giovanni Favaro, Farruggia e Francesco Arena (Foto – fam. Cilento)
Il 18 maggio 1954 nasce il secondogenito Francesco.
Naturalmente, l’amicizia con la famiglia, con il passare del tempo, non si è affievolita ma si è accresciuta. Purtroppo, il 15 aprile 2021, è venuto a mancare il dottor Gennaro, professionista stimato in Acri e in Corigliano. La mamma, la signora Giuseppina, dagli amici chiamata Nellina, salita in Cielo pochi anni fa, ogni qualvolta l’incontravo, rivolgeva i suoi ricordi anche verso la mia famiglia. Amicizie vere e solide che vanno scomparendo in questo particolare momento di rivoluzione umana e culturale che ci sta invadendo e impoverendo.”
APPROFONDIMENTO
Nel ringraziare l’amico Salvatore Arena per questa sua preziosa testimonianza storica, che oggi regala non solo a me, ma a tutti i Coriglianesi, mi avvio alla conclusione, non prima, però, di raccontare brevemente il prosieguo dell’attività commerciale di questa famosa farmacia fino a nostri giorni, senza, però, entrare nei meandri bui e misteriosi della storia, che mi condurrebbero in un sentiero pieno di mille sfumature e ben lontano dai miei intenti, quelli prefissati all’inizio di questo straordinario e meraviglioso viaggio della memoria.
Nella metà degli anni ’50 del secolo scorso, quella insegna, a forma di bandiera, indicata nella foto di questa pagina con la freccia, indicava il trasferimento della farmacia Cilento da via Monte San Michele n. 2 a via San Francesco n. 59.(7) Non sarà più la famiglia Cilento a gestirla, ma quella del dottore Battista Malena (8).

Anni ’50 – Processione di S. Francesco. A sinistra, indicata dalla freccia, l’insegna della Farmacia
Quest’ultima era una gestione molto diversa da quella del generoso don Alfonso e poi del nipote Francesco – noto agli amici come Ciccilli – due grandi uomini che
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[7) Successivamente, a partire dagli anni ’60, questi locali ospiteranno la Rivendita di Tabacchi N. 4 di Natale Minisci, attualmente trasferita a Corigliano Scalo, in via Fontanelle
[8] Battista Malena si era laureato in chimica-farmacia presso l’Università di Roma alla fine del 1924
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anteponevano ai propri interessi economici la solidarietà e la vicinanza verso coloro che avevano bisogno di aiuto.
Oramai quegli aspetti di generosità, di accoglienza e di stare vicino ai meno abbienti, si stavano dissolvendo nell’aria dell’egoismo, dando spazio a quelli, invece, caratterizzati dall’irrazionale profitto, dove i numeri contavano più delle persone e il sembrare e l’apparire, avevano preso, purtroppo, il posto di altri due verbi, quelli dell’essere e del condividere.
Ecco, allora, che i Malena, spinti da queste nuove motivazioni, non facevano altro che trasferire la farmacia nella vicina piazza dell’Acquanova, in via San Francesco nn. 4 – 6, ristrutturandola nella mobilia talmente elegante e moderna da fare invidia alle grandi farmacie delle grandi città.
Così, quella storia antica della prima metà del Novecento del buon farmacista, che con piccole azioni quotidiane riusciva a regalare un raggio di sole a chi stava nel buio della miseria, oramai era diventata un vecchio ricordo di un mondo scomparso nel vortice della memoria.
Oggi, questa farmacia, nonostante sia trascorso molto più di mezzo secolo, mantiene la propria sede ancora nella famosa via, un tempo, dedicata al “Poverello di Assisi”, oggi, invece, al nostro Santo Patrono, San Francesco di Paola, e ai Minimi.
(Tratto dal 6° Volume de ”Le Botteghe di una volta” a Corigliano)