
di Rosella Librandi Tavernise
Di recente ho appreso che a Vaccarizzo non risiedono più le suore: la loro casa è stata svuotata degli arredi e chiusa. Le suore Piccole Operaie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, provenienti dalla Casa Madre di Acri (CS) sono ritornate in paese, dopo la seconda guerra mondiale, nel 1948 per volere e interessamento del parroco, l’arciprete don Salvatore Scura.
Questa Congregazione religiosa, tutt’ora presente a Corigliano, è stata fondata dall’ottimo sacerdote Francesco Maria Greco (oggi Beato) coadiuvato dalla virtuosa giovane Raffaella De Vincenti e approvata con Bolla Vescovile nel 1902. Le suore Piccole Operaie erano già state a Vaccarizzo dal 1923 al 1926, dopo la costituzione dell’Eparchia greca di Lungro nel 1919, chiamate dai sacerdoti don Cesare Greco, parroco e arciprete di rito greco e don Luigi Granata, di rito latino (miei prozii). Mia madre, del 1913, frequentò la Casa delle suore e da loro ricamò il suo primo lenzuolo da corredo e imparò tantissime canzoncine e filastrocche che poi, molto più tardi, insegnò alle mie figlie. Le suore erano brave e benvolute: la gente, riconoscente, portava loro olio, frutta, verdura e altro. Le prime arrivate furono: Suor Gennarina, la superiora, che parlava arbëreshë, Suor Emerenziana che si dedicava ai bambini e Suor Iolanda, la cuoca. Alloggiarono nella ex casa dei Florita, te rahji (la parte alta del paese), adattata alle nuove attività. Nella loro Casa i bambini e le ragazze del paese andavano per imparare a ricamare, a cucire, a fare i compiti, a giocare nel loro cortile, a cantare, a fare le recite: obbligatoria era la recita che preparavano per il Corpus Domini in onore dell’Arciprete Zoti Tur che quel giorno festeggiava l’onomastico. Dalle suore abbiamo imparato canzoncine, canti religiosi, filastrocche e giochi nuovi: “Giro giro tondo”, “Oh che bel castello!”, “Andiamo andiamo a pascere le pecore e gli agnelli” che sostituì la nostra filastrocca in arbëreshë “Vemi tue skalisur ar”. Le suore aiutavano il parroco nella cura della chiesa e organizzavano varie attività tra cui le processioni. Bellissima era quella del Corpus Domini che si svolgeva in un’atmosfera surreale; il SS. Sacramento era seguito da uno stuolo di angioletti dalla candida veste e con le ali rosa: erano le bambine che avevano fatto la Prima Comunione a conclusione del mese mariano, nel giorno della festa della Madonna detta “dei fiori” (Shin Mëria i lulevet). Nella casa delle suore i bambini dell’asilo, graziosi e ordinati nei loro grembiuli a quadratini bianchi e rossi per le femminucce e bianchi e blu per i maschietti, trascorrevano tutta la giornata usufruendo anche del servizio mensa. Durante la Quaresima dalle suore si andava pure per imparare i primi elementi della dottrina cristiana tratti dal catechismo voluto e pubblicato per ordine da Papa Pio X (San Pio X). Questa benemerita Istituzione, luogo di ritrovo, istruzione, svago e aggregazione, presente in paese per quasi 80 anni, che ha visto crescere tante generazioni di bambini, ormai ha fatto il suo corso e questo, in coloro che, come me, ne hanno goduto i benefici, lascia tanta tristezza; ma i tempi sono cambiati e nei paesi istituzioni che risultano anacronistiche lasciano il posto ad altre attività.