
4a parte (Frammenti de “Il 1963 nella “mia” Città: Corigliano Calabro – La Polisportiva Corigliano”) Quarta Giornata di Campionato: Schiavonea – Polisportiva Corigliano
La nostra squadra, una settimana dopo la prima partita in casa, affrontava una difficilissima trasferta: il derby con la Schiavonea, che, senza ombre di dubbi, quell’anno era la compagine più forte del Campionato di Seconda Categoria.

8-3-1964 – La Polisportiva Corigliano insieme al suo presidente, Antonio Candia, sul difficile campo “Maria ad Nives” di Schiavonea: Pietro Luzzi (1), Pietro Mezzotero (2), Piero Gaetano Amato (3), ? De Rosa (4), Massimo Romanelli (5), Pietro Salimbeni (6), Pietro Pizzo (7), Sandrino Granato (8), Tonino Arnone (9), Gaetano Scura (10) e Salvino Sabato (11)

Squadra Schiavonea 1963/64. In alto da sx: Cardamone, Bruno, Arancino, Pisani, D’Amato, Campolo, Solano. In basso da sx: Bianchi, Capoverde, Gammaro, Serra e Russo (Foto di Arturo Tedesco)
Era l’8 marzo, il giorno in cui si festeggiava il santo di origine portoghese, fondatore dell’Ordine Ospedaliero (“Fatebenefratelli”), San Giovanni di Dio.
Per tale ragione, mia madre, molto devota a questo santo, quella seconda domenica del mese in cui l’inverno cedeva il passo alla primavera mi pregava di non andare a vedere quella partita per due semplici motivi.
Il primo era dovuto al fatto che quel giorno ricorreva il mio onomastico (una dolce e tenera scusa di una madre apprensiva e premurosa).
Il secondo motivo, invece, era quello della cattiva nomea di alcuni facinorosi tifosi della Schiavonea, i quali, per un minimo torto subìto, oltre a richiamare l’attenzione dell’arbitro sul “classico” comportamento infedele della moglie e nel mettere in dubbio, addirittura, il mestiere della povera madre, furiosi, non esitavano un solo momento a scendere in campo, come incredibili guerrieri angelici, per manifestare tutto il loro “dissenso”, creando, così, disordini e alimentando inutili e stupide tensioni.
Io, naturalmente, non potendo assolutamente disubbidire a quella “santa” donna, che mi aveva nutrito, tenendomi stretto al suo caldo petto nudo, regalandomi, in seguito, la sapiente bussola della vita, quella che orienta le lancette in direzione del campo magnetico dell’amore verso il prossimo, restavo a casa tranquillo, pur di leggere nei suoi occhi la serenità e una stilla di gioia
Dopo questa breve digressione personale nel ricordare colei che “non sempre il tempo la beltà cancella”, ritorno alla partita.
La formazione della squadra della Polisportiva Corigliano era la stessa della domenica precedente con due differenze: Tonino Arnone nel ruolo di centravanti al posto dello squalificato Scarfò (1) e Scura nel ruolo di mezzala sinistra.
Come da pronostico, non sarà per la nostra squadra una partita facile, perché sin dai primi minuti gli “agguerriti cugini”, giocatori dotati di grande personalità, abbinata ad un’eccezionale forza atletica e tecnica, facevano percepire a tutti gli spettatori una loro inevitabile supremazia sulla nostra squadra (2).
Infatti, non erano trascorsi neanche due minuti dall’inizio della partita quando uno dei più bravi giocatori della Schiavonea, Giuseppe (Peppino) Campolo, faceva partire dal suo piede sinistro una forte “saetta” di collo pieno, che per un po’ non andava a scheggiare un palo esterno della nostra porta.
Era un semplice e veloce antipasto servito alla nostra squadra, a cui, senz’altro, sarebbe seguito un amaro e potente “pranzo al veleno”. E così, purtroppo, sarà, perché, appena 3 minuti dopo, il centravanti della Schiavonea, Serra, sfruttando un errore di un nostro giovanissimo giocatore, che, in seguito e per lungo tempo sarà la bandiera della nostra squadra, all’antipasto faceva seguire subito un “primo” (piatto) molto freddo, il cui ingrediente principale era un “missile” forte e preciso, veloce ancora più della luce, assolutamente imprendibile per il nostro povero e incolpevole, ma pur sempre bravo, portiere, Pietro Luzzi.
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1 Sandro Scarfò era stato squalificato per due giornate. Una punizione esagerata, che sarà ridotta ad una sola giornata, grazie ad un valido e motivato ricorso dei dirigenti della Polisportiva Corigliano, su suggerimento dell’avvocato don Attilio Camodeca, che, anche in seguito, produrrà altri ricorsi a favore della nostra squadra
2 Per la cronaca dettagliata e completa di questa partita vi suggerisco di leggere il n. 2 del Supplemento a Noi Giovani, Biancazzurro, del 9 marzo 1964, riportato su questo libro a pag. 162
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Era il primo goal dei nostri avversari, che davano a tutti i tifosi presenti l’impressione di una loro imminente e crescente escalation.
Il secondo tempo della partita, come da copione, iniziava come il primo.
Era, questa volta, il beniamino dei tifosi della Schiavonea, Gerardo Bianchi, a far sentire ai suoi tifosi il secondo squillo di tromba: un tiro da pochi metri di distanza dalla nostra porta che trafiggeva la rete lì dove quasi mai batte il sole.
Così, due a zero e palla al centro.
A questo punto, sembrava che la nostra squadra dovesse inesorabilmente soccombere sotto le azioni predominanti dei padroni di casa, per davvero insuperabili e invincibili, da sembrare una compagine di una categoria superiore.
Invece no. Non sarà proprio così.
L’orgoglio e il sentimento di appartenenza ai colori biancazzurri facevano leva sugli animi di tutti i nostri giocatori, che, con animosità e passione, riuscivano a ribaltare, almeno sul piano del gioco, la situazione, che stava per prendere un’assurda piega del tutto inimmaginabile per la nostra squadra.
Iniziavano le veloci scorrazzate di due nostri “gladiatori”, veri “cavalli di battaglia” in tutto il campo: Massimo Romanelli, centrocampista, e Gaetano Scura, che, giocando questa volta nel ruolo di mezzala sinistra, riscattava la prova deludente della partita precedente, quando non si sa per quale valido motivo l’allenatore, Raffaele Licciardi, gli aveva assegnato lo strano ruolo di centravanti, in verità, poco consono alle sue caratteristiche.
Anche il reparto difensivo, adesso, non si sottraeva al suo tradizionale compito, perché compatto partecipava con maggiore incisività al gioco collettivo con delle azioni di ripartenze veloci e in verticale, da mettere in seria difficoltà gli avversari. La musica era cambiata! E con essa anche gli interpreti.
Questa volta erano “i nostri” a suonare la carica per fare indietreggiare l’esercito agguerrito dei “cari cugini”, che, al 34°del secondo tempo, erano costretti a subire il goal, che riaccendeva l’entusiasmo dei nostri tifosi.
L’autore di questo nostro primo squillo di tromba era il valoroso capitano, Massimo Romanelli, che, dopo aver dribblato con abilità un avversario, faceva partire, da oltre 25 metri di distanza dalla porta della Schiavonea, un bolide talmente forte e preciso che, oltre a piegare le mani al povero portiere Gammaro, per poco non trafiggeva anche l’interno della rete.
La partita stava per presentare scenari del tutto insperati a favore della nostra squadra, che, coraggiosa e non concedendosi per niente all’avversario, di certo, avrebbe meritato almeno un giusto pareggio.
Purtroppo, non sarà così, perché i minuti rimasti erano pochi, ancora meno del numero delle dita di una mano, per cui la Polisportiva Corigliano era costretta, suo malgrado, in quel campo, dove si percepivano gli odori della salsedine e del pescato del mar Ionio, ad ammainare la vela della sua imbarcazione per evitare che si lacerasse a causa del forte vento causato dalla mareggiata della sconfitta.
Se quella, però, per la nostra squadra era, pur di misura, la prima sconfitta, era anche l’occasione per un’utile riflessione: innalzare, il più presto possibile, la vela bianca dai bordi azzurri per navigare con orgoglio negli altri mari, pur agitati e pieni di scogli, di un campionato calcistico molto difficile.
Settima Giornata di Campionato: Polisportiva Corigliano – Strongoli
Dopo la spettacolare amichevole, con una pioggia di goal, ben sei, tra la Polisportiva Corigliano e l’A.S.D. Castrovillari (3), il 5 aprile, la nostra squadra sul campo di calcio in contrada Cardame, davanti ad un pubblico numeroso e caloroso come non mai, affrontava la compagine dello Strongoli.

Tra gli altri: Carlo Spezzano, Francesco Oreste, Giorgio Coppola, Isidoro Aceto, Francesco Benvenuto, Attilio Camodeca, Luigi (Gigi) De Rosis, Umberto Straface, Luigi (Gigino) Romio, Alfonso Russo, Agostino La Grotta, Rocco Martelli, Giuseppe (Peppino) Marrazzo, Pasquale (Pasqualino) Gravina, Gerardo Marino, Tommaso Marino e Augusto Scarfò
Mancava solo questa partita al giro di boa del campionato di Seconda Categoria, per cui era il momento per i dirigenti della Polisportiva Corigliano di fare un primo bilancio della società, non solo riguardante la parte economica, pur importante per continuare il campionato senza grossi problemi, ma anche per decidere se fosse il momento giusto per tesserare altri giocatori per migliorare le prestazioni del motore della macchina della nostra squadra.
Così, mentre l’entusiasmo dei dirigenti andava di pari passo con quello dei tifosi, che, appassionati e numerosi come sempre, non facevano mancare alla squadra il loro grande sostegno sulle solide gradinate in cemento armato, la Polisportiva Corigliano si accingeva ad affrontare la compagine di quel piccolo paese poco distante dal mar Ionio e di origine greco-bizantina: Strongoli.
La formazione della nostra squadra presentava una novità: al posto del bravo Pietro (Pierino) Pizzo giocava, nel ruolo di ala destra, Andreassi (4).
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3 La squadra del Castrovillari e quella del Corigliano, oltre ad avere entrambe il nome aggiuntivo di “Polisportiva”, avevano un altro dato singolare in comune. La prima era stata fondata da due fratelli, Carlos e Luigi Filpo, tornati dall’Argentina in Italia nel lontano 1921, mentre la seconda (la nostra), come ampiamente scritto nei capitoli precedenti, da Antonio Candia, trasferito in Italia dall’Argentina in epoca più recente, nel 1963
4 Insieme ad Andreassi, in questo periodo, era stato tesserato anche Luigi (Gino) Belsito, che in seguito sarà uno dei giocatori più importanti e famosi della Polisportiva Corigliano
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La partita, arbitrata dal signor Gallo di Cosenza, sotto un cielo incerto e per niente primaverile, a volte, addirittura, anche minaccioso di pioggia, si svolgeva in un clima accogliente e cordiale, senza alcun tipo di incidenti.
La supremazia della nostra squadra su quella degli ospiti era netta e indiscussa, per cui la partita si concludeva con una nostra meritata vittoria: un rotondo 2 a 0.
Erano due gran goal molto spettacolari.
Il primo, al 41° minuto del primo tempo, era uno straordinario gesto tecnico di uno dei nostri più eleganti giocatori, Sandrino Granato, che, su suggerimento di Tonino Arnone, colpiva a volo quella invitante sfera di cuoio, indirizzandola con precisione dentro la rete del portiere dello Strongoli, Manfredi.
Il secondo, invece, era Scarfò, che, al 5° minuto del secondo tempo, su passaggio di Granato, non si faceva sfuggire l’occasione per raddoppiare.
Così, la Polisportiva Corigliano raggiungeva al secondo posto, con 8 punti, la squadra del Cotronei, mentre l’invincibile Schiavonea, come un treno, continuava a correre sui binari dell’alta velocità.
Terminato il girone di andata, era il giornaletto Biancazzurro Sport (5) a fare il punto della situazione con l’articolo “A mezza strada”. Eccolo:

Biancazzurro Sport n. 5 del 6 aprile 1964
“Con le partite disputate ieri si è concluso il girone di andata di questo infuocato e, nel complesso, corretto campionato di seconda categoria; purtroppo la classifica non è ancora completa, non essendo state disputate due partite: quella tra la Victoria R. e lo Strongoli, la cui decisione è ancora nelle mani della Lega, e quella, che si sarebbe dovuta disputare ieri, tra la Cariatese e la Schiavonea, non disputatasi perché non si è presentato l’arbitro. Nonostante questi inconvenienti, le posizioni sono già chiaramente delineate e ci permettono quindi di esprimere un giudizio su tutte le compagini ed un pronostico sulla conclusione di questo campionato.
La Schiavonea si è dimostrata, stando ai risultati, la squadra più forte fra tutte quelle partecipanti e questo, naturalmente, non può che farci piacere; se non si registrerà un calo nel rendimento complessivo dei suoi atleti, la Schiavonea potrà concludere vittoriosamente questo torneo.
Le uniche preoccupazioni le possono venire dal Cotronei che non perde dalla prima partita e dalla Polisportiva che gode del favore del calendario nel girone di ritorno e che è stata, tenuto conto dell’inesperienza dei suoi pur bravi atleti, la squadra rivelazione del girone; bene ha fatto pure la Victoria R., partita, insieme alla Schiavonea, come favorita; buono il rendimento della Cariatese; al disotto del previsto, invece, le prestazioni del Mirto, della Libertas, avviatasi assai male, e dello Strongoli.”

5-4-1964 – La Polisportiva Corigliano: in alto da sinistra, Amato, Arnone, Caruso, Romanelli, Scura, Granato, Scarfò; in basso da sinistra, De Rosa, Andreassi, Mezzotero e Salimbeni (guardalinee Mastrangelo)
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5 Biancazzurro Sport n. 5 del 6 aprile 1964
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Pertanto, in un clima sereno e soddisfacente, caratterizzato da una profonda fiducia dei tifosi e dall’inguaribile ottimismo dei dirigenti sempre disponibili a tesserare nuovi atleti per raggiungere traguardi ancora migliori, i giocatori della Polisportiva Corigliano si preparavano con un allenamento intenso e faticoso in attesa di ospitare domenica 12 aprile la compagine della Libertas Rossano, che, come è riportato anche nel precedente articolo, non rappresentava una delle migliori formazioni del girone.

La squadra di calcio “Strongoli” con didascalia di Francesco Curia: Strongoli!!! Si sono battuti ma invano!!!
Così, ai nostri campioni si presentava l’opportunità di salire ancora un gradino della scala della classifica del campionato e appagare i desideri e le aspettative dei loro tifosi, che, numerosi, la domenica non lasciavano libera neanche una sola “poltroncina” vellutata di grigio cemento del campo sportivo in contrada Cardame.