
di Giulio Iudicissa
La casa della mia fanciullezza era nella parte alta del paese. Non andavo a scuola ancora, però, sapevo contare e così, per gioco, mi divertivo a contare i passi, che mi occorrevano per arrivare in determinati posti.
Per la Madonna della Catena ci volevano 80 passi, per la fontanina del Cozzo di Cimino 90 passi, per la Chiesa di S. Francesco di passi ne occorrevano 170. Quei numeri mi appartenevano insieme ai luoghi. Erano una mia conquista e di ciò andavo fiero. Conoscevo le distanze tra casa mia e ciò che le stava attorno.