
Foto tratta dal sito: www.coriglianocal.it
Titolo di oggi: La scuola agraria
Nel 1909, dopo che il sindaco Vincenzo Fino formalizzò l’acquisto di un terreno a Cozzo del Giardino, con una spesa di ben 10 mila lire, da Roma giunse l’atteso nullaosta per l’istituzione di una Regia Cattedra di Agricoltura nel Comune di Corigliano, coi i due autorevoli docenti, i professori Cadore e Causo.
Da due anni era stata ultimata una indagine cognitiva sulle tecnologie adottate in agricoltura in tutta la regione calabrese ed alla fine fu accertato che la pianura di Corigliano, pur avendo terreni agricoli morfologicamente di prima classe, era tra gli ultimi posti nell’uso delle nuove tecniche colturali. Infatti, fu stabilito che nella nostra pianura il concime chimico usato era solo il 7 per cento, rispetto ai terreni agricoli del Nord Italia. Anche la tipologia colturale, che privilegiava ancora quelle cerealicole estensive, e le potature di stagione erano molto arretrate e che quelle verdi erano assolutamente sconosciute. Nei campi sperimentali, localizzati anche in contrada Ralla, furono realizzate esperienze molto interessanti, ma evidentemente non furono assimilate, in quanto si continuò a preferire le vecchie usanze, escludendo i trattamenti chimici di base, limitati solo alla comparsa dei frutticini, e mostrando scetticismo nei nuovi mezzi meccanici di aratura ( nel 1920, l’uso dei concimi chimici si era attestato in Calabria sull’11 per cento rispetto al Nord). La Regia Cattedra si illanguidì con le dimissioni per età del prof. Cadore e per la scarsa partecipazione degli agricoltori coriglianesi. Anni dopo, un giovane perito agrario, Mollo, rinunciò al suo progetto di rilanciare il plesso della Scuola Agraria per la sperimentazione di nuove colture orticole, prendendo atto dell’agnosticismo manifestato dai giovani agricoltori coinvolti, il giovane perito aveva elaborato un dettagliato piano per il lancio di una nuova viticoltura di pianura, ma, visto l’andazzo, lo accantonò, e per sempre. Nel 1920 fu presentato un progetto per una scuola tecnica agraria, ma la proposta non arrivò mai in Consiglio Comunale.
GIUSEPPE FRANZE’