
Fonte: Comunicato stampa
Ottobre 2017 Ottobre 2025. Sono passati otto anni dall’estinzione del Comune di Corigliano Calabro. È tempo di tirare qualche somma!
In questo argomento io sono fortemente di parte … anzi direi proprio partigiano ad oltranza ma a chi legge e soprattutto a chi qui ci vive e sottolineo chi ci vive, e non a quelle signore e signori che vivono altrove e fanno i tifosi della fusione da spettatori, tanto a rischiare siamo noi! Ai cittadini che consumano le scarpe e la vita per le strade di questo paese, a loro chiedo di fare uno sforzo di obiettività: NE È VALSA VERAMENTE LA PENA? Oggi ad otto anni da questa tragedia civile, perché di tragedia civile si tratta, quali sono i benefici che almeno si iniziano a cogliere nel nostro vivere quotidiano nel nostro “abitare” il paese? Nella cittadina che vede scorrere la nostra vita, quale respiro nuovo, quale nuovo abito o cambiamento abbiamo colto nella quotidianità o nelle prospettive di sviluppo che seppure in germoglio si riescono ad apprezzare? Zero, zero assoluto, nulla di nulla!

Anzi se vogliamo dirla tutta, siamo costretti a registrare un anomalo, molto rilevante regresso proprio in quei campi che messi insieme vanno a determinare la cosiddetta qualità di vita! Non mi soffermo qui a fare l’elenco puntuale delle mancanze o dei punti critici che si registrano poiché siamo piombati in una condizione di tale degrado e di abbandono che si commenta da sé, basta semplicemente gettare uno sguardo al paese da qualsivoglia punto di vista per rendersene immediatamente conto senza perdere tempo in un interminabile elenco! Degrado e abbandono che pervadono tutta la nostra cittadina che vengono colti non solo da noi residenti ma soprattutto, con nostra somma vergogna dagli amici, visitatori e turisti che hanno l’avventura di venirci a trovare, l’espressione più ascoltata è: “Il paese è bello, però … troppo, troppo abbandonato” e questo lo dicono magari mentre si guardano intorno alla ricerca disperata ed impellente di un bar dove poter andare al bagno o di un negozio dove spendere qualche soldo! Nei dettagli si nasconde il diavolo, diceva qualcuno e nei dettagli del degrado si coglie il grande abbaglio, il grande buco nero della fusione che è responsabile di averci fatto piombare, tutti insieme, in questo incubo! Ma è proprio tutto negativo? Tutto da buttare? No, bisogna affermare che in qualcosa si è progredito: si è progredito nell’aspettativa di successo che hanno raggiunto i politici locali post fusione, e sì perché l’unico vantaggio di un paese grasso di numero di abitanti è di poter aspirare a cariche più importanti, a livelli più alti, che mentre prima, nel piccolo paese, potevi raggiungere solo dimostrando capacità, empatia, intelligenza e intuito che invece oggi ti è concesso in automatico, semplicemente perché rappresenti, sulla carta, un grosso, grasso paese! Ed è così che il Sindaco del comune fuso sente forte ed impellente la necessità se non il “diritto” di concorrere alle Presidenza della Provincia o della Regione o il Presidente del Consiglio a consigliere regionale! Effetti collaterali effimeri e truffaldini della fusione! E si perché di effetti collaterali effimeri e truffaldini si tratta, infatti l’esito che si sarebbe dovuto registrare è quello di meritare una candidatura a livelli superiori in quanto hai dimostrato con le tue capacità politiche di aver già apportato sviluppo alla tua nuova città che è diventata perciò più “grande” e non solamente più grossa migliorandola in termini di progresso sociale, culturale ed economico insomma tale da meritare l’invidia ed il rispetto di tutto il territorio provinciale e regionale, e non una candidatura tristemente frutto di una semplice e sterile rendita di posizione numerica! Oltre a ciò la fusione porta come primo risultato l’allontanamento tra cittadini e politica/amministrazione (provate a pensare quanti assessori o consiglieri comunali conoscete se li incontrate!) invece come sopra dimostrato funziona benissimo come trampolino di lancio politico fregandosene altamente delle macerie che si lasciano dietro! Possiamo noi cittadini che siamo gli “utilizzatori finali” della fusione accettare per sempre questa condizione? Accettare che si venga inghiottiti nell’oblio della inesistenza storica e degrado urbano e sociale? Noi, preso atto che nella direzione della “saldatura” infrastrutturale e di appartenenza, ad otto anni dalla nascita nulla è stato fatto noi non ci arrendiamo e lottiamo perché ci sia ancora speranza che l’autonomia sia un obiettivo raggiungibile e reale, non abbiamo raccolto 7.500 firme per semplice diletto! Noi abbiamo portato la nostra lotta a Roma fino al Consiglio di Stato e daremo soddisfazione sia ai cittadini che si sono impegnati in questa instancabile lotta che a quelli che hanno riposto in noi le speranze e siatene sicuri raggiungeremo l’obiettivo del “ritorno all’autonomia“restituendo dignità e speranza ad una città che più tempo passa e più affonda nella peggior malattia sociale che possa colpire un popolo: la rassegnazione! Coraggio e lotta!
Mario Gallina – Pres. CRA Comitato Ritorno Autonomia