
di Giacinto De Pasquale
16 ottobre 2024 era un mercoledì e nel centro arbereshe di San Demetrio Corone, all’età di 81 anni, lasciava anzitempo la vita terrena Giuseppe “Pinuccio” Fossetto.
A distanza di un anno esatto colmo, almeno per me, una grave lacuna, una grave dimenticanza. Perché ho appreso della morte del “presidente” alcuni mesi più tardi, quando ormai era troppo tardi per ricordarlo, come lui meritava e merita. Il bel ricordo che ho di Giuseppe Fossetto è legato ai miei primi passi da amante della comunicazione. Fossetto è stato il Presidente dell’As Corigliano che forse più di tutti ha incarnato un amore sconfinato verso i colori biancoazzurri. Siamo negli anni ’80, gli anni dell’entusiasmo e dei trionfi. Gli anni che Corigliano calcistica ben difficilmente dimenticherà.

Era doveroso da parte mia, anche se con colpevole ritardo, lo ripeto, ricordare il Presidente Fossetto, perché “Pinuccio” era l’esempio che tanti dirigenti avrebbero dovuto seguire. Tifoso, premuroso, attento alle esigenze dei calciatori, della società e dei tifosi. Fossetto in quegli anni aveva creato attorno alla squadra un grande entusiasmo, era capace di chiedere ed ottenere dai tifosi, quel tifo di cui la squadra aveva bisogno, soprattutto nei momenti più difficili. Tantissimi potrebbero essere i ricordi e gli aneddoti che potrei raccontare su di lui, ma preferisco ricordare l’uomo ed il dirigente. Pinuccio era una persona generosa, amante della vita e dello stare insieme. Era a suo modo “focoso”, non ci stava a perdere, e con i giocatori, molte volte, proponeva “scommesse” a vincere. Non si è mai risparmiato, non solo come dirigente, ma soprattutto come imprenditore. Ricordo molto bene la società che Pinuccio aveva con il compianto fratello Franco. Attività che era ubicata a ridosso del Cinema Metropol alla Scalo. Quante volte mi ha dato appuntamento nel suo ufficio per le interviste. Nel suo disquisire non era certamente diplomatico, le sue parole andavano direttamente al cuore del problema. In campo, quando seguiva la squadra, era un “sanguigno”, alla Rozzi tanto per intenderci. Con Pinuccio se ne va un pezzo importante della storia calcistica coriglianese e non solo. Io sono convinto che per la sua umanità, disponibilità e entusiasmo, oggi nel mondo del calcio nostrano necessiterebbe un Pinuccio Fossetto. Caro Presidente avevo con te e con la tua cara famiglia questo “debito” di affetto e di riconoscenza, da mesi aspettavo questo giorno per poter trasmettere alle giovani generazioni e tutti coloro che non hanno avuto la fortuna di conoscerti, chi eri e chi sei stato nella vita, nell’imprenditoria e nel mondo del calcio. Con tutto il dolore che ho dentro per la tua prematura dipartita, ti auguro che la terra ti sia lieve e che in cielo tu possa avere guadagnato quel posto che ti sei meritato. Riposa in pace.