
Cari amici, sapete che la domenica per me è sempre un momento speciale: è come se il Vangelo bussasse alla porta e dicesse “posso entrare un attimo?”.
E allora eccomi qui, a scrivervi due righe per condividere con voi quello che mi ha colpito di più della Parola di oggi.
Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra
(Fil 2 6-11)
Come è possibile esaltare uno strumento di morte, e di morte crudele e disumana?
Eppure la liturgia oggi ci invita ad esaltare la croce: il Signore Gesù l’ha resa santa perché lui è santo, e santo è il senso che egli ha dato al suo morire in obbedienza al Padre; obbedienza alla missione di rivelazione del cuore di un Dio che ama fino a dare la vita.
Contemplando questo amore del Padre che dona il Figlio e del Figlio che si fa obbediente fino alla morte e alla morte di croce, le nostre ginocchia non possono che tremare per lo stupore obbligandoci a piegarle davanti a questo mistero di dolore e di gloria.
Con noi si piegano coloro che, sotto terra e nei cieli, riconoscono e proclamano che Gesù Cristo è Signore a gloria di Dio Padre!
Il Signore vi benedica