
Fonte: Comunicato stampa
Ho formalmente sollecitato ancora una volta la Regione Calabria affinché chiarisca l’inspiegabile immobilismo sull’Istituto Regionale per le Antichità Calabresi e Bizantine (IRACEB), con sede a Rossano, istituito con legge regionale e oggi totalmente abbandonato.
L’Istituto non è stato mai soppresso. Eppure da anni non è operativo: nessun organo direttivo, nessun personale in servizio, nessun accesso al prezioso patrimonio librario.
La Regione che ne è responsabile non ha mai risposto alle comunicazioni inviate, né ha fornito indicazioni sul trasferimento nei locali comunali già messi a disposizione gratuitamente dal Comune di Corigliano-Rossano con due delibere (n. 152/2016 e n. 487/2023).
A questo punto il silenzio non è solo grave, ma istituzionalmente inaccettabile. La legge regionale n. 6/89, modificata dalla n. 3/98, è ancora in vigore. Non intervenire significa violare la legge e ignorare un preciso dovere verso la cultura, la ricerca, la memoria collettiva.
Ho chiesto:
– la copertura del debito per la sede attuale;
– il trasferimento del materiale nei locali comunali;
– il ripristino degli organismi gestionali.
Se non arriveranno risposte immediate, saranno intraprese tutte le azioni pubbliche consentite per tutelare legalità, trasparenza e patrimonio culturale calabrese.
La Regione non può più restare a guardare.
Antonio Uva Consigliere Comunale Corigliano-Rossano
Questo è il testo della lettera inviata dal Consigliere Uva alla Regione Calabria

