
Fonte: Comunicato stampa
Il Partito Democratico di Corigliano-Rossano esprime forte preoccupazione e sconcerto per l’esclusione della nostra città dal decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri (Decreto-legge n. 135 del 22 luglio 2025, in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale), che istituisce il nuovo Tribunale della Pedemontana con sede a Bassano del Grappa, senza prevedere alcun provvedimento per la riapertura del Tribunale di Rossano, soppresso con il D.Lgs 155/2012 nell’ambito della cosiddetta “riforma Severino”.
Siamo di fronte a un atto politico gravissimo, che lascia fuori una delle realtà urbane più popolose e complesse della Calabria, oggi anche città unica. E a nulla valgono i tentativi di minimizzare l’accaduto: questa è una scelta pienamente politica, figlia di logiche di rappresentanza territoriale squilibrata e di assenza totale di peso della delegazione calabrese di centrodestra, con in testa il senatore Ernesto Rapani, che dovrebbe dare risposte, non giustificazioni. Lo stesso vale per chi, a tutti i livelli istituzionali, tace. Tra questi, il deputato Domenico Furgiuele, scomparso dal territorio.
A maggior ragione se si considera che proprio in queste settimane la nostra città è stata teatro di episodi gravissimi di criminalità organizzata, con sparatorie, intimidazioni, attentati incendiari e un clima di crescente tensione sociale, che richiedono una risposta forte dello Stato.
Il Procuratore della Repubblica Alessandro D’Alessio ha parlato con chiarezza: non si può tollerare che ci siano aree fuori controllo, né che si continui a delegare. La linea è quella della tolleranza zero: «La sicurezza dei cittadini viene prima di tutto. Nessuno deve sentirsi in balia della violenza». Insieme al questore Cannizzaro, che ha annunciato provvedimenti di sospensione per esercizi commerciali legati a contesti opachi, si è lanciato un messaggio inequivocabile: l’ordine pubblico si difende anche con gli strumenti amministrativi.
E invece, assistiamo al silenzio o, peggio, alla sottovalutazione. Come nel caso di alcuni rappresentanti istituzionali locali, che di fronte a fatti di estrema gravità hanno ridotto la questione a un generico allarme su “squinternati criminali senza controllo”. Una lettura insufficiente, che rischia di minimizzare la portata e il disegno criminale in atto, disarmando moralmente la comunità.
Basta con le parole di circostanza. Serve un’azione vera e immediata.
Il Partito Democratico chiede con forza:
• che il Parlamento corregga il decreto-legge n. 135/2025 nella fase di conversione e inserisca la riapertura del Tribunale di Rossano, come già previsto in varie proposte di legge depositate nella scorsa e nell’attuale legislatura;
• che la Regione Calabria, le forze parlamentari, i sindaci, le categorie professionali, i cittadini si uniscano in un’azione comune per porre rimedio a questo obbrobrio;
• che il Governo riconosca la gravissima anomalia istituzionale e territoriale che questa esclusione rappresenta, anche alla luce della legge n. 56/2014 (“Delrio”), che riconosce la fusione tra comuni come base per riorganizzare i servizi statali e giudiziari;
• che venga potenziata la presenza delle forze dell’ordine sul territorio, in particolare nei mesi estivi, con strutture mobili a Schiavonea e Sant’Angelo.
Perché la sicurezza, la giustizia e lo Stato non possono essere distribuiti a geometria variabile, né barattati in base a logiche di potere. Il nostro territorio merita rispetto, servizi, legalità, giustizia. Non silenzi e umiliazioni.
Il tribunale alla città. La giustizia al territorio. La sicurezza ai cittadini.
Ora serve anche un salto di consapevolezza: dobbiamo reagire con determinazione e continuità all’assalto criminale, in tutte le forme con cui si manifesta. Non possiamo permetterci sottovalutazioni né indifferenza. La legalità non si proclama, si costruisce ogni giorno: con responsabilità, unità e coraggio.
Il Segretario Cittadino PD Francesco Madeo