
Monsignor Francesco Savino. «Manca una sussidiarietà orizzontale e verticale. Ci vuole un impegno da parte della classe dirigente per i beni comuni, noi dobbiamo crederci.
Non dobbiamo cedere né al pessimismo, né al catastrofismo, né al fatalismo. Le cose possono cambiare. Partiamo da quella bellezza che, per dirla con Dostoevskij, può salvare il mondo», sostiene Savino che aggiunge: «Senz’altro anche qui c’è una polveriera. E qui mi permetto di aggiungere, la borghesia dov’è? Per borghesia intendo i professionisti. Dov’è il loro impegno? Dov’è il loro essere protagonisti? Sono organici a chi e a che cosa? Lancio un appello alla borghesia, per favore svegliatevi, dateci una mano, insieme possiamo farcela, perché la Calabria è bella».