
di Giacinto De Pasquale
La parola devozione deriva dal latino ed è composta da due termini: la preposizione semplice de che indica il movimento dall’altro verso il basso ed il verbo vovere che esprime l’azione del votarsi e dell’affidarsi a qualcuno o qualcosa.
La devozione è un forte sentimento di amore che l’essere umano prova verso qualcuno o qualcosa di mistico e trascendentale, è una passione profonda e gentile verso un legame di cui si ha bisogno per trarre ispirazione e significato. È una parola antica, che può addirittura essere ritenuta obsoleta, di cui, una volta compresa tutta la sua bellezza, ci si può innamorare, perché ha a che fare con il desiderio di consegnare la propria vita a qualcuno che ci ha preso il cuore scendendo dall’alto. La trascrizione cristiana ci racconta che questo Qualcuno è Dio, ma la devozione è un tipo di rispetto che non volge necessariamente lo sguardo al cielo. È un sentimento che riserviamo per ciò e per chi ha valore. Si può nutrire devozione verso Dio, un santo o la Madonna, ma può essere rivolta anche verso un ideale umano, di giustizia, verso una persona o un’istituzione particolarmente significativa per sé stessi o per la società, una sorta di rispetto e lealtà nei confronti di qualcosa o qualcuno al quale si riconosce un valore speciale. Abbiamo fatto questa doverosa premessa per raccontare quanto accaduto presso la Cappella intitolata a “San Giuseppe Moscati” dell’ospedale “Guido Compagna” a Corigliano, nella serata di domenica 20 luglio.

Quella sera, durante la Celebrazione Eucaristica, è stata benedetta e svelata la nuova statua del Sacro Cuore di Gesù. Ha officiato la Santa Messa il cappellano del nosocomio coriglianese, don Agostino Stasi, assistito da un ministrante e da una ministrante, il quale dopo l’omelia, pronunciando la supplica ad hoc, ha consacrato la nuova effige. Il sacerdote ha ricordato che: «Viviamo oggi un forte momento di Grazia perché secondo l’antica tradizione della Chiesa Cristiana mentre il mese di giugno è dedicato proprio al Sacro Cuore di Gesù, il mese di luglio è offerto al ‘Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo’. In questo periodo si vuole ringraziare il Signore del sacrificio compiuto per l’umanità fino all’effusione del sangue: dal costato del Crocifisso – ricorda la Scrittura – uscì sangue e acqua così come raffigurato nell’immagine della “Divina Misericordia”. Sono certo che questo nuovo simulacro di nostro Signore saprà donare conforto e Grazie ai fedeli, ai malati e agli operatori sanitari di questo ospedale. Il Cuore di Gesù racchiude in sé tutte le nostre ansie e pensieri ma sa accoglierci grazie proprio alla sua Infinita Misericordia. Mettendoci ai Suoi piedi anche noi potremo trovare la serenità di affrontare il nostro cammino confortati dal suo immenso Cuore. E l’Amore di Gesù per noi non ha confini e si dona senza misure. L’occasione di questa donazione, oltretutto, vuole fare memoria di uomo che ha lavorato in questa struttura sanitaria a cui tributiamo questa liturgia in suffragio e per cui ringraziamo la famiglia per il buon cuore». La nuova statua del Sacro Cuore di Gesù è stata offerta dalla famiglia alla memoria dell’infermiere Mario Fiorentino, che ha lavorato presso l’ospedale “G. Compagna” di Corigliano fin dalla nascita della stessa struttura sanitaria e per ben quarant’anni. A margine della S. Messa, armonizzata dai presenti, un familiare, ringraziando don Agostino Stasi e i presenti per l’accoglienza e l’affabile cerimonia condivisa, ha ricordato con commozione la memoria dell’infermiere Mario Fiorentino evidenziandone i tratti umani e la devozione.