
di Giacinto De Pasquale
Sabato 21 giugno presso il Centro sportivo del Real Cosenza, in via Degli Stadi, ho avuto l’immenso piacere di partecipare alla terza edizione delle “Giornate Amarcord” organizzate dalla società Morrone. Una iniziativa lodevole e pregevole che posso definire “un tuffo nei ricordi”, nonché una sorta di remember di un calcio che ha scritto la storia di tanti di noi, di cui, comunque, sentiamo nostalgia. Un grazie sincero e affettuoso lo vorrei rivolgere al caro amico Teobaldo Del Morgine il quale, con il garbo di sempre, mi ha voluto invitare a questa iniziativa.
Ho accettato di buon grado perché ho avuto modo di leggere, attraverso alcuni articoli che hanno parlato delle precedenti edizioni, l’autentico messaggio che queste “Giornate” contengono. Vi leggo alcune frasi significative che condensano quanto detto: “Il calcio non è solo un gioco ma un’opportunità di crescita per i valori che rappresenta”. Oppure. Le “Giornate Amarcord” sono un’occasione di incontro tra le nuove “leve” ed i calciatori con qualche anno di esperienza in più per confrontarsi sui risvolti positivi di questo sport. E ancora. La nostra finalità è stare tra la gente. Occorre conoscere la storia della città per affrontare il futuro. Questo è il messaggio che vogliamo lanciare alle nuove generazioni. Abbiamo voluto che queste giornate amarcord inducessero a riflettere sui valori formativi e identitari del calcio dilettantistico a Cosenza interrogandoci se e come tali valori abbiano o meno permeato la nostra società in modalità cosciente e se quel modello debba essere riproposto tra le nuove generazioni attraverso i presidi educativi di cui disponiamo.

Quel torrido sabato 21 giugno, oltre a Teobaldo, l’amico Tony Mazzacua mi aveva sollecitato a tracciare, se pur in maniera breve, la storia calcistica dell’ex città di Corigliano Calabro che dal 2018 si è fusa con Rossano. Quel giorno mi sono occupato dell’USC Corigliano Calcio. Ed ho illustrato ai presenti che Corigliano, dal punto di vista calcistico, ha una storia relativamente breve, soprattutto rispetto a tante altre formazioni calabresi quali la Morrone. Si parte dal 1963. E poi ha raccontato storie, avvenimenti, personaggi che hanno attraversato gli anni 60, 70, 80 e 90. Ma di quella giornata rimarrà il ricordo indelebile di avere incontrato tanti amici che non vedevo da anni. Come il grande Teobaldo Aloe. Credimi caro Teobaldo mi si è stretto il cuore nel vederti in uno stato di diffusa sofferenza. Mi hai riconosciuto, ti ho abbracciato, ti ho stretto a me, ti sei emozionato. Per me rimarrai un grande uomo e un grande giocatore, checchè ne dica l’usura del tempo. Tantissimi gli amici che ho saluto, ne cito solo alcuni, per evitare di dimenticarne qualcuno. Carlo Stumpo, De Donato, Iuliano, Pino Greco, Saverio e Roberto Fera, Giancarlo Ciabattari, Walter Tucci, Benito Pancaro, Enrico Etna, Valzoni. Mi fermo qui, non vado oltre. Tantissime le premiazioni effettuate dall’organizzazione, su tutti vorrei citare il consigliere comunale di Cosenza, Domenico Frammartino, Presidente della Commissione Cultura e Sport della Città di Cosenza. Presente anche il sindaco di Cosenza Franz Caruso. Era presente anche il caro collega Antonio Palopoli, che nella circostanza ha tracciato la storia del Calcio Acri. Quel giorno ho concluso il mio intervento con queste parole: Prima di concludere, però, consentitemi di ricordare tre persone, ne avrei dovuto ricordare molte di più, però non voglio ulteriormente approfittare del vostro tempo.

Si tratta di Arturo Tedesco ex calciatore del Corigliano Schiavonea, tanto per intenderci ai tempi degli spareggi con il Rogliano. Prima di morire Arturo mi aveva fatto dono di un lavoro immane: la storia statistica del calcio coriglianese e calabrese. Avrebbe voluto pubblicarlo, ma un male devastante c’è lo ha portato via tre anni fa a soli 70 anni. Giuseppe Fossetto presidente del Corigliano fine anni 70 inizi anni ottanta. Un personaggio che ha dato tanto al calcio coriglianese. Fossetto ci ha lasciati nell’ottobre scorso in perfetto anonimato. Questo mi è dispiaciuto tantissimo, ecco perché lo voglio ricordare qui oggi, ma mi riservo di ricordarlo sul mio blog in occasione dell’anniversario. Rocco Logozzo. Caro e stimato collega giornalista scomparso di recente. Ha condiviso con me 30 anni di calcio coriglianese. Di lui voglio ricordare la signorilità, la disponibilità, la competenza e la grande umanità. Complimenti davvero sinceri agli organizzatori delle “Giornate Amarcord” perché hanno contribuito a rivedere tanti amici con i quali abbiamo condiviso momenti di gioia, ma anche di delusione.