
Fonte: Comunicato stampa
La sanità calabrese continua a versare in condizioni critiche. In una regione che da decenni lotta contro carenze strutturali, inefficienze organizzative e una cronica scarsità di personale, la situazione non solo non migliora, ma in alcuni contesti sta peggiorando.
I cittadini lo sanno bene: accedere a cure tempestive e dignitose è diventato sempre più difficile. La realtà di alcuni reparti ospedalieri, spesso segnati dal degrado e da condizioni igienico-sanitarie non accettabili, non può più essere ignorata. Questa condizione è ampiamente documentata anche attraverso foto e video sul web che girano e che testimoniano lo stato reale di molti presidi ospedalieri locali. Tra promesse e rinvii, l’Ospedale della Sibaritide continua a essere evocato come la soluzione finale. Ma la verità è che nessuna nuova struttura, per quanto moderna, potrà funzionare senza una dotazione tecnologica d’avanguardia e, soprattutto, senza specialisti altamente formati in ogni settore. Un ospedale non è fatto solo di mura nuove, ma di competenze, organizzazione, tecnologie e assistenza continua. Nel frattempo, non si può restare in attesa. I due ospedali di Corigliano e Rossano necessitano di interventi urgenti: miglioramento dei servizi, potenziamento del personale, recupero della funzionalità dei reparti chiave. È inaccettabile che si parli solo del futuro, quando il presente richiede risposte immediate. I pazienti non possono aspettare mesi o anni, quando anche un solo giorno può essere determinante sulla salute, né essere vittime di continui rimpalli tra promesse politiche e realtà operative disastrose. Va inoltre ricordato che già in passato, in sede di Consiglio Comunale, ho personalmente denunciato episodi gravi e inaccettabili che testimoniano il profondo stato di abbandono della sanità locale. Tra questi, la tragica vicenda di un cittadino obeso rimasto a terra per ore, senza che fosse disponibile nemmeno una barella adeguata per prestargli soccorso. E’ inutile dunque, ristrutturare e unificare assetti senza un piano chiaro perché si rischia di disperdere risorse preziose e aumentare il disservizio. Serve invece una pianificazione concreta, realistica e operativa, che parta dall’ascolto del territorio, degli operatori sanitari e soprattutto dei bisogni dei cittadini. Per quanto riguarda le assunzioni nel settore sanitario, non è necessario guardare oltre confine. Non servono medici dall’estero quando tanti professionisti, figli di questa stessa terra calabrese, sono costretti a lavorare fuori regione o all’estero per mancanza di opportunità e riconoscimento. La Calabria dispone di risorse umane qualificate e competenti, ma serve la volontà politica di richiamarle e valorizzarle. In situazioni di emergenza sanitaria, come quella che viviamo da anni, esistono strumenti normativi regionali che possono e devono essere adattati per accelerare le assunzioni e rispondere con tempestività alle reali esigenze del sistema. La sanità non è un tema da campagna elettorale: è una necessità quotidiana, un diritto costituzionale. In Calabria, è il momento di passare dalle parole ai fatti.
Antonio Uva consigliere comunale