
Un Ferragosto che doveva essere di gioia e di spensieratezza si è trasformato in una tragedia nazionale con tante famiglie che si sono viste improvvisamente private dei loro cari. È triste ed è terribile, allo stesso tempo, dire definitivamente addio, in una maniera così drammatica, a chi si era salutato qualche istante prima, o a chi, invece, si attendeva al rientro, con ansia mista a gioia, e non è più rientrato.
Se è vero che da ogni esperienza, anche dalla più brutta, bisogna trarre qualcosa di positivo, io credo che quanto è accaduto deve insegnare all’intera classe politica di questo Paese che, anziché litigare tutti i giorni e polemizzare su tutto, sia il caso di cominciare a ragionare sulle cose serie, sui problemi della gente, sulla sicurezza delle persone, di tutte le persone, e sul lavoro che non c’è, soprattutto, per i giovani.

(Foto: Immagine dell’Achiropita, la Madonna dipinta da mani non umane – Cattedrale di Rossano)
Noi che viviamo dall’altra parte della penisola rispetto a Genova e che, stamattina, avremmo preferito, come ogni anno, scambiarci gli auguri in onore della “nostra” Vergine Achiropita, a Lei, che conosce il dolore per avere visto morire suo figlio in croce, costernati, rivolgiamo il nostro pensiero e la nostra preghiera affinché trovi il modo di consolare e di stare vicino a questi fratelli così affranti e sconfitti da un dolore di cui non si può giustificare la ragione.