
di Cristian Fiorentino
La venerazione dei coriglianesi anche quest’anno ha riscontrato grande partecipazione per le cerimonie in onore di Sant’Antonio da Padova. L’Unità Pastorale di Corigliano Centro, in effetti, ha accolto in questi giorni tanti devoti presso la chiesa del borgo antico condividendo tanti momenti.
Il ricco programma, coordinato dall’entusiastico parroco Don Fiorenzo De Simone e sostenuto dal consiglio pastorale e comitato festa, ha presentato un calendario iniziato il 31 maggio tra recita e meditazione della coroncina e “Santa Tredicina” al Santo, conclusa alla vigilia della festa. Nella Solennità del 13 giugno, oltre alle Sante Messe del mattino, caratteristica la processione del simulacro di S. Antonio, avvenuta nel tardo pomeriggio e sera, che ha percorso le principali vie del paese. In precedenza l’altra peregrinatio era stata vissuta domenica il 7 giugno, allorquando la statua del Santo ha toccato via Lao dove è stata celebrata l’Eucaristia.

Esclusiva, invece, la seconda edizione della rassegna corale “Beati Antonii” dell’11 giugno scorso che ha visto esibirsi, attraverso autentiche prestazioni i “Fratelli di Almavilla”, il coro parrocchiale “Santa Maria Ad Nives” di Schiavonea, il coro “Sofioti Cantores” di Santa Sofia d’Epiro e il coro diocesano jonico “Giovani Scintille di Luce Carlo Acutis”. Manifestazione molto gradita così come è stato apprezzato anche il musical del 12 giugno sera intitolato “L’Amore quello Vero: Chiara e Francesco”. Rappresentazione incentrata sulla vita spirituale di San Francesco d’Assisi, in occasione dell’anniversario dell’VIII Centenario della Sua morte, e di Santa Chiara.

La Solenne Celebrazione Eucaristica del 13 giugno mattina, è stata presieduta da Monsignor Maurizio Aloise, Arcivescovo dell’Arcidiocesi di Rossano-Cariati, concelebrata dai sacerdoti delle parrocchie del centro storico di Corigliano, assistita dai ministranti e armonizzata dall’armoniosa corale polifonica della parrocchia di “San Francesco di Paola”. In una Chiesa gremita di fedeli e rappresentanti delle confraternite religiose, le suore dell’ordine “Suore Piccole Operaie dei Sacri Cuori”, autorità civili è stata officiata la S. Messa. Don F. De Simone ringraziando tutti i presenti e l’Arcivescovo ha richiamato l’esempio luminoso di S. Antonio. Monsignor M. Aloise, invece, nel sermone ha posto l’accento su diversi punti: «Ritrovandoci in questo luogo, Santuario di Sant’Antonio, voglio salutare i confratelli, le istituzioni, le suore, le congreghe e voi tutti fedeli.

Questa è una comunità laboriosa così come testimoniano le tante attività e specie quelle proposte in questi giorni di festeggiamenti, anche in onore di S. Francesco d’Assisi e S. Chiara. Antonio è un Celeste Patrono molto amato dal popolo cristiano capace di unire: contemplazione e annuncio del Vangelo; Sapienza della teologia e vicinanza verso poveri e sofferenti. Spunti che troviamo anche nelle letture della Parola di oggi che si riflettono nella vita di S. Antonio plasmato dallo Spirito Santo fino a divenire messaggero della Buona Notizia. Poteva avere una vita tranquilla e invece il Signore per Antonio aveva tracciato una vita diversa. Entrando nei frati minori col nome di Fernando e, dopo i voti, chiamandosi Antonio, la Sua Vita ci insegna una Verità: Dio conduce i suoi Santi attraverso strade che essi stessi disconoscevano. Voleva essere missionario ma si ritrovò, causa una tempesta in mare, in Sicilia da dove germogliò il suo percorso di Santità. Divenne Martire della carità e del servizio. Gesù nel vangelo invia i suoi discepoli alla Missione e Antonio e uno di questi apostoli che, lungo il percorso, annuncia il Vangelo nella Sua storia con una Parola accessibile a tutti. Non solo eloquenza però ma anche concretezza perché le parole sono efficaci quando parlano le opere, così come scriveva di suo pugno lo stesso Antonio.

Le pagine del Vangelo ci indicano la parabola del fico rigoglioso ma povero di frutto e senza sostanza. Anche oggi si parla troppo ma spesso si concretizza poco. Manca la coerenza e non vi sono le opere corrispondenti ai fiumi di parole. La Carità va praticata e la Fede messa in pratica nelle opere quotidiane. Antonio è un Santo autentico perché ciò che annunciava tramutava i fatti e soprattutto perché aveva un cuore convertito. Antonio denunciò le ingiustizie in difesa dei poveri e richiamando i potenti alle proprie responsabilità per ottenere la pace sociale. Il Vangelo per Antonio doveva trasformare la società a partire dai cuori per sostenere chi era nel bisogno. I tre inviti di Sant’Antonio sono ancora attualissimi: Cristo al centro della nostra vita come lo era per Lui letteralmente innamorato di Gesù e come testimoniano i Suoi messaggi e il Suo pensiero; Vivere ciò che professiamo trasformandolo in opere facendo corrispondere fatti alle parole;

Essere vicini a chi ne ha più bisogno con accoglienza verso i più bisognevoli. Virtù pratica da questa comunità verso gli extracomunitari con il servizio mensa. E non dimentichiamo- ha evidenziato Monsignor M. Aloise- l’orrendo delitto di Amendolara capitato a nostri fratelli in un contesto scioccante e su cui c’è bisogno di riflettere per sostenere anche queste cause estreme. La Provvidenza oggi ci permette di celebrare Antonio mentre la Chiesa ci fa contemplare il cuore di Maria ricordandoci che Maria ha accolto, custodito e vissuto la Parola nel Progetto di Dio mentre in Antonio la Parola Gli ha permesso di avere un cuore umile. I sentimenti di Amore e Vita li rintracciamo nella Beata Vergine come in Antonio ed entrambi ci insegnino a custodire la Parola e farci divenire autentici discepoli del Signore. L’auspicio è che S. Antonio interceda per noi per farci avere Fede, Carità e Testimonianza viva». A corredo della S. Messa, declinata la supplica a S. Antonio e benedetti con la reliquia di S. Antonio tutti i presenti, i tanti bimbi/e che per l’occasione e per voto hanno indossato gli abitini del Santo padovano e i pani a cui è legata la storia di S.Antonio per il miracolo del piccolo Tommasino. Vedere tanti bambini accompagnati da genitori e nonni per vivere questo particolare momento ha contraddistinto l’ennesimo momento di Grazia e Speranza. Nel pomeriggio del 13 giugno, invece, la processione con l’effigie del Santo e al rientro il parroco Don F. De Simone ha offerto il messaggio alla comunità e la benedizione ai fedeli che hanno venerato Il Santo con il bacio della reliquia. presente in parrocchia dal 2019. Come ogni anno non poteva mancare anche il tradizionale incendio del ciuccio. La serata si è chiusa con il concerto musicale di Povia e gli immancabili fuochi pirotecnici. Onorati i riti in omaggio a S. Antonio a Corigliano tra grande partecipazione e Fede mentre i consensi per ineccepibile pianificazione vanno al parroco Don F. De Simone, al consiglio pastorale, al comitato festa, al coro parrocchiale e a tutte le anime che con impegno e sacrificio hanno permesso l’ottima riuscita della festa non tralasciando nessun aspetto.