
Fonte: La Redazione
Il Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Castrovillari ha concesso la pena sospesa, vale a dire che non dovrà fare neppure un giorno di reclusione, al ventunenne coriglianese V. D. P. assistito e difeso di fiducia dall’avvocato Giuseppe Vena.
L’uomo era stato tratto a giudizio, a seguito della denuncia querela presentata dalla vittima, presso il Tribunale di Castrovillari per rispondere di tre gravissimi reati che prevedevano l’irrogazione di una elevata pena detentiva. Tutte le accuse erano state provate con riscontri documentali e testimoniali. Nel particolare dei fatti, secondo l’accusa sostenuta dal pubblico ministero della Procura della Repubblica del Tribunale di Castrovillari, il giovane maltrattava la madre convivente con condotte reiterate, sottoponendola a vessazioni fisiche e psicologiche e provocando una forte angoscia ed un disagio tali da rendere insostenibile la vita quotidiana poiché con frequenza giornaliera ed a qualsiasi ora chiedeva alla madre di consegnargli somme di denaro da destinare a sue esigenze personali; aggredendola fisicamente, colpendola con schiaffi, calci e pugni sia in casa che all’esterno, provocandole lesioni nonchè ingiuriandola e minacciandola. All’udienza preliminare , il difensore del giovane, l’avvocato Giuseppe Vena, chiedeva di definire il giudizio nelle forme del rito abbreviato e durante l’arringa difensiva, nonostante l’evidenza delle prove raccolte dai carabinieri, analizzava singolarmente i molteplici episodi denunciati con citazioni di massime di giurisprudenza della Cassazione chiedendo al Giudice di ritenere assorbito il reato di maltrattamenti in famiglia in quello di estorsione con esclusione della contestata aggravante, unificando i reati sotto il vincolo della continuazione e chiedendo la concessione delle attenuanti generiche in prevalenza su tutte le altre contestate aggravanti nonchè di applicare i benefici normativi previsti dalla riforma Cartabia. Alla scelta difensiva segue anche la riduzione di un terzo della pena come per legge. Il Giudice valutato il materiale probatorio versato agli atti, accogliendo totalmente la linea difensiva, valutato anche il comportamento processuale positivo del giovane, lo condannava solamente ad anni 2 di reclusione concedendo la pena sospesa subordinata allo svolgimento di specifici percorsi di recupero presso enti ed associazioni.