
di Giuseppe Sammarro*
In un recente articolo sul massacro dei Palestinesi, prendendo spunto dal dibattito, spesso penoso, se, quello dell’esercito d’Israele sia uno sterminio o un genocidio, ho cercato, per quando mi riguarda, e per quelle che sono le mie conoscenze storiche e giuridiche, facendo riferimento al diritto internazionale, sostenevo che dopo la Shoah e il processo di Norimberga, vi era stata la conferma dell’orrore perpetrato dai nazisti tedeschi nei confronti del popolo ebreo.
Oggi, purtroppo, la storia si ripete, perché quando un intero popolo inerme viene massacrato e affamato senza pietà? Di cosa possiamo parlare. L’orrore, il dolore, le lacrime delle madri con i bimbi morti in braccio sono uguali. Sia nei campi che ciò avvenga nei campi di sterminio nazista, o che ciò avvenga nella striscia di Gaza. Se nei primi l’uomo sprofondò nell’atrocità dello sterminio di un popolo in quando Ebrei, allo scopo di estirpare alla radice l’ideologia della superiorità della razza. Milioni di uomini e donne provenienti dai quattro continenti furono chiamati a combattere. A migliaia perirono sui campi di battaglia. A Gaza si sta spegnendo inesorabilmente il giuramento sancito sul sangue di quei ragazzi. Mai più. Nella striscia oggi si caccia il Palestinese, come ieri si cacciava l’ebreo. Come altro definire quello che fanno i coloni, protetti dall’esercito, tutto ciò avallato dal governo di Tel Aviv, con l’obbiettivo di trasferire l’intera popolazione di Gaza persino nel Corno d’Africa. Hitler ipotizzò prima dello sterminio di traferire gli Ebrei d’Europa in isole del Pacifico, ed è esattamente quello che oggi avviene sotto i nostri occhi. Se nessuno li vuole, o non vogliono andarsene, ci penseranno le forze armate con l’uso delle armi fornite dai paesi Europei, oltre che dagli Stati Uniti, Italia tra i primi. Un altro parallelismo con la storia degli Ebrei, si incrocia con la decisione di Netanyahu di invadere quel 20% della striscia dove sono ammassati quasi due milioni di palestinesi, in un enorme campo di concentramento dove un qualsiasi barlume di umanità è stata cancellata da Netanyahu. Ed è il secondo aspetto della tragedia della Shoah. Hitler giustificò l’espansione nell’Europa dell’est incluso l’Unione sovietica, con la necessità di uno spazio vitale (Lebensraum) per il popolo Germanico. Una invasione mirata alla conquista di altre terre, e alla sottomissione delle popolazioni. Inoltre ciò gli consentì di portare a termine il piano elaborato a Berlino-Wannsee lo sterminio degli Ebrei “la soluzione finale” sei milioni trovarono la morte tra stenti, fame e forni crematoi. Cos’altro è il piano Trump-Netanyahu, se non quello di annettere la Palestina e la Cisgiordania? Questo è secondo noi rappresenta il reale motivo del conflitto tra Israele e Palestinesi. Certo Netanyahu non minaccia forni, è qui il parallelismo diverge in modo sostanziale, e quindi va contestualizzato. Rimane comunque l’obiettivo di nuovi insediamenti e di grandi interessi economici, che si consumano sulla pelle di un intero popolo, nonché il suo diritto di esistere in dignità e libertà. La Germania che ha fatto propria la responsabilità storica delle atrocità della Shoah, facendo della difesa e la sopravvivenza dello stato Ebraico una ragione di Stato, oggi difronte al genocidio di Gaza, fa un passo concreto, interrompendo la fornitura di armi essenziali per i piani varati dal governo, con il parere contrario dei vertici militari che temono una carneficina. Il governo tedesco tramite il ministro degli esteri Wadepuhl, non ha esitato a definire genocidio quello in atto nei confronti dei palestinesi. Non si escludono altre iniziative, qualora non si ritornasse alla trattativa di pace. Al governo Meloni, venuta meno la sponda Mertz, per non rimanere del tutto isolato, nelle ultime ore, con la firma del documento congiunto da parte del ministro Tajani, cerca di tornare in gioco. Rimane comunque l’ambiguità della politica del Governo di barcamenarsi con mezzi detti e sottintesi. Bastava sentire Tajani ieri “Non sono assolutamente d’accordo col la decisione del governo Israeliano”, nessun riferimento al genocidio. Nessun riferimento allo stop di armi, anche qui sono in ballo questioni economiche, visto che siamo tra i primi, in Europa a fornire armi. Insomma per quando riguarda il nostro Governo restiamo agli annunci e alla propaganda. Il richiamo ai fatti storici penso sia importante anche perché è servito ad alcuni paesi con particolare sensibilità verso Israele, come la Germania e l’Italia di mantenere un atteggiamento cauto se non proprio ambiguo. La Germania ha capito che tale atteggiamento oggi rasenta la complicità e ha agito di conseguenza. E il governo Meloni?
*Cittadino ed ex Rappresentante della Cgil