
di Salvatore Martino
Quante belle e importanti figure ci stanno lasciando in questi ultimi tempi. Figure che hanno vissuto da protagonisti e che hanno segnato il tempo e non la cronaca. Figure come quella di don Vincenzo Longo, che hanno scritto pagine importanti nella vita della Chiesa, nella cultura, e nella formazione, specie in Azione Cattolica, di cui, don Vincenzo, è stato per lungo tempo Assistente Diocesano.
Figure che hanno saputo vivere con discrezione, e mai abbagliati dalla suggestione della notorietà e del successo come sempre più frequentemente accade oggi. Don Vincenzo Longo è stato uomo di Dio e sacerdote generoso e credibile che, col suo impegno, ha contribuito alla formazione di intere generazioni. Sottolineare il suo valore in occasione della sua morte non mi sembra importante, perché egli era conosciuto e stimato anche fuori da questo territorio, per le sue qualità e per la sua determinazione nel portare avanti il suo ministero e la sua visione di vita. Anche se negli ultimi tempi, per motivi di salute, è stato costretto a ridurre i suoi impegni e a farsi vedere poco in giro, non ha mai tralasciato di curare i rapporti con gli amici e con coloro che gli volevano bene. Ci mancherà molto d’ora in poi; ci mancheranno il suo sorriso e la sua ironia, ci mancheranno la sua bontà e i suoi discorsi impregnati di cultura, ci mancherà anche il suo realismo che, a volte, permeava di pessimismo, preoccupato com’era, e non a torto, per i tempi difficili che si stavano approssimando per la Chiesa e per la società. Don Vincenzo è stato testimone di questo tempo difficile e pieno di contraddizioni, che non ha mai considerato con pregiudizio, ma che ha sempre guardato con la fiducia di chi sapeva che la risposta bisognava cercarla in Alto e non negli anfratti della contingenza umana.