
di Cristian Fiorentino
Il popolo coriglianese ha rinsaldato come si conviene la venerazione per la Madonna del Carmine. L’espansiva e sincera adesione di molteplici devoti ha permesso di partecipare alle varie funzioni e momenti di preghiera fin dallo scorso 6 luglio.
Data in cui è stata celebrata la Vestizione col nuovo risplendente abito della storica effige della Madonna del Carmelo, presente nella chiesa del centro storico di Sant’Antonio. Nuovo paramento sacro voluto dal parroco Don Fiorenzo De Simone e dal resto della comunità, grazie alla donazione di una famiglia rimasta anonima, sia per rinnovare il simulacro della Vergine Maria che per preservare l’antico e pregiato abito che la Madonna tornerà a vestire dopo i festeggiamenti di questi giorni.

Le funzioni in onore della Madonna del Carmelo, prima Patrona di Corigliano, si sono vissute maggiormente proprio nella parrocchia di S. Antonio, dove dimora l’effigie, attraverso: il Santo Novenario cominciato lo scorso 7 luglio, la recita del Santo Rosario, il canto della novena, le Sante Messa, la distribuzione del pane benedetto e la rievocazione del Profeta Elia avvenuto lo scorso 14 luglio. Oltretutto, secondo la tradizione Cristiana, le statue dei due Santi Carmelitani S. Elia e S. Eliseo sono state poste ai piedi dell’altare per tutto quest’ultimo periodo. Il fulcro dei festeggiamenti si è vissuto, invece, all’interno della collettività coriglianese secondo il programma redatto dal parroco Don F. De Simone, il vice Don Vincenzo Ferraro e supportato dal consiglio pastorale e dal comitato festa.

Sempre particolare e compartecipata la vigilia del 15 luglio, grazie alla fiaccolata che ha condotto la statua della Madonna sino all’antica chiesa del Carmine, nei pressi del ponte Margherita, animata dal rintocco dei campanellini di creta lungo la via. Al di là del viadotto, declamata l’usuale e caratteristica preghiera con tanto di benedizione dei giardini per l’intercessione delle attività agricole. A seguire, sul sagrato della chiesa consacrata alla “Santissima Annunziata” (eretta a fine 1400 e dopo Santa Maria Maggiore tra le più antiche del borgo coriglianese e annessa a quello che fu il convento dei Carmelitani), alla presenza di numerosi fedeli e delle autorità, si è tenuta la Celebrazione Eucaristica presieduta da Don F. De Simone e armonizzata dal sempre elegante coro. A corredo, l’associazione bandistica Corigliano che ha scortato la Madonna in tutta la processione, sia nell’andata che nel ritorno e fino in chiesa a S. Antonio, ha intonato alcune marce come omaggio a Maria. Immancabili i fuochi pirotecnici nelle varie soste e lungo il percorso del corteo orante. Dal rientro, intorno all’una, e per tutta la notte è proseguita la veglia tra suppliche, Santo Rosario e litanie.

Nella prima Celebrazione Eucaristica del mattino, alle ore 6 del 16 luglio nella Solennità della Madonna del Carmine, rinnovata la tradizione di tantissimi devoti giunti a piedi dallo scalo e da Schiavonea in segno di voto. Celebrate anche altre tre S. Messe successive, tra mattina e sera, grazie al vicario Don V. Ferraro. Altro rito votivo di riconoscenza, per Grazie ricevute, la vestizione di bambine/i, ragazze/i e qualche adulto con l’abito della Madonna del Carmelo. Nelle due omelie delle liturgie Eucaristiche, sia della vigilia che dell’alba, Don F. De Simone ha espresso con tangibilità il suo pensiero affermando: «Maria è la bussola della Luce che riempie il nostro cuore. Insieme a Maria dobbiamo e vogliamo imparare a vivere la Vita. Soprattutto dobbiamo ricordarci che, quando siamo con la Mamma non ci può accadere nulla. Per molti di voi il pellegrinaggio di queste ore è stato materiale ma è molto utile anche per riscoprire il senso della Vita nel suo autentico significato. Il titolo della Madonna Regina del Monte Carmelo geograficamente è esistente, nel golfo di Haifa in Israele, e da dove si scruta bene l’orizzonte. Da quello stesso confine anche noi dobbiamo ambire e salire al monte, come già successo ai nostri Padri che ricercavano la figura di Dio. Anche noi cerchiamo, certe volte in maniera sbagliata, il volto di Dio. Contemplando la Madonna, tuttavia, comprendiamo cosa significa compiere un viaggio fatto di fatica e sacrifici perché Lei prima di noi è salita sul monte che è Cristo: la nostra meta finale.

Non dobbiamo sprecare lo spazio del cuore perché il Signore ci chiama per la felicità. Il nostro viaggio ci appartiene come figli ed eredi della famiglia e del mistero di Dio. Chiediamo al Signore di farci riscoprire viaggiatori della nostra Vita. Nel Vangelo di oggi, oltretutto, raccogliamo il testamento di Gesù che insieme a sua Madre, nell’occasione del Carmine, ci consegna anche l’abitino per rivestirsi di quelle virtù essenziali ma lasciando da parte le cose inutili. Come l’Apostolo Giovanni dobbiamo prendere la Madonna con noi per affrontare il nostro pellegrinaggio. Lei, Mamma nostra ci insegna e ci invita alla Parola.

Dobbiamo respirare l’aria dei nostri padri insieme a Maria: faro di Luce per ripartire verso un nuovo cammino perché possiamo cambiare le nostre vite tenuti per mano da Maria. Anche il profeta Elia, tra i più importanti del vecchio Testamento, ha sperimentato la carestia del cuore la stessa che stiamo attraversando noi in questo contesto storico. La vita di S. Elia, sempre alla ricerca di Dio, alla fine rintraccia in una piccola nuvola la Speranza della Fede. Diciamo no alla sfiducia generale cogliendo anche noi le piccole Speranze per ambire a quelle Grandi. Anche la Madonna ai piedi della Croce, nel momento di smarrimento e tristezza più acuti, trova nella Speranza la Sua risposta più limpida: perché Lei ci invita sempre alla Speranza ed è la Speranza». Nella S. Messa del 15 luglio sera, oltretutto, Don F. De Simone ha anche annunciato altre buone novelle dallo spiazzo della storica chiesa Carmelitana della “SS. Annunziata”: «Abbiamo ottemperato molti passaggi burocratici e in attesa di concludere gli ultimi atti amministrativi, il progetto è quello di edificare un muretto che possa farci venire autonomamente, in qualsiasi occasione programmata, dal cancello d’ingresso di questa struttura al sagrato di questo storico e amato santuario Mariano.

Per costruire il tramezzo occorre una bella cifra per cui ci stiamo attivando e ben presto saranno disponibili tutte le coordinate per raccogliere le donazioni. Faccio appello alla Madonna e al vostro buon cuore perché con il contributo di tutti si possa realizzare anche questo prospetto. L’Augurio è che la Madonna e la Provvidenza ci sostengano sia in questa attuale idea che nel farci rientrare tutti un giorno, speriamo a breve, anche nella stessa chiesa. Intanto, in un anno abbiamo compiuto diversi e notevoli passi per riottenere un luogo sacro e storico che rappresenta le nostre e le vostre radici e dell’intera comunità coriglianese». Nutrita la partecipazione, durante la fiaccolata, di tutte le confraternite coriglianesi nonché delle suore mentre il parroco è stato assistito nelle varie funzioni da ministranti e i tanti membri del comitato festa. A mezzogiorno del 16 luglio, invece, invocata la “Supplica alla Madonna del Carmine” e alle 19 l’ultima Celebrazione Eucaristica a chiusura della Solennità. Gli apprezzamenti per la riuscita di tutte funzioni sono da inoltrare e ripartire a tutti i membri della macchina logistica dell’Unità Pastorale di Corigliano Centro Storico che si sono attivati concretamente per accogliere i fedeli e con loro vivere l’intero programma in onore della Madonna del Carmine.