
Fonte: pagina facebook Pino Le Fosse
Altro che tempo nuovo: vecchie manovre, stessa musica Altro che tempo nuovo. Questo è il solito copione, e pure scritto male.
Mentre pendono ben tre ricorsi decisivi, in attesa del pronunciamento della Commissione regionale per il congresso, c’è chi continua a tentare di avvelenare il clima e mistificare la realtà.
Chi oggi si proclama trionfatore dimentica (o finge di dimenticare) che questo congresso è nato e cresciuto sotto il segno della parzialità e dell’impraticabilità, con una Commissione provinciale incapace di garantire correttezza e un percorso segnato da gravi anomalie, che abbiamo denunciato fin dal primo momento.
Quelle stesse anomalie che, solo grazie al nostro impegno e alla mobilitazione di centinaia di militanti veri, siamo riusciti almeno in parte a fermare, a difesa del partito e non certo dei soliti giochi di potere.
Chi oggi parla di “tempo nuovo” dovrebbe spiegare ai calabresi perché da mesi, invece di occuparsi delle sofferenze della nostra terra, il capogruppo regionale del PD Mimmo Bevacqua e l’altro consigliere cosentino si preoccupano solo di terzi e quarti mandati, di liste telecomandate, di tesseramenti pilotati e manovre di palazzo, mentre la Calabria affonda.
Noi siamo un’altra storia. Siamo quelli che ci mettono la faccia e il cuore per ricostruire il Partito Democratico su basi vere: trasparenza, partecipazione, autonomia dai potentati.
Prima di cantare vittoria, si abbia almeno il rispetto di attendere il giudizio degli organi competenti.
Chi aspira a guidare questo partito ha il dovere, prima di tutto, di garantire rigore, serietà e rispetto delle regole. Non serve a nessuno un gruppo dirigente che si affida all’approssimazione o all’improvvisazione. Serve responsabilità, serietà e rispetto delle istituzioni interne. È anche da qui che si misura la credibilità di chi si candida a rappresentare il Partito Democratico.