
di Cristian Fiorentino
Venerdì 27 giugno 2025 sulla SS 106, causa l’ennesimo incidente stradale, una nuova tragedia ha sconvolto una comunità intera e nella fattispecie una famiglia. La prematura e ingiusta morte del giovane rossanese Gaetano, in contrada Toscano, è solo l’ultimo episodio che in questi anni ha allungato la lista di quella può definirsi una vera e propria strage di innocenti.
In attesa di capire se e quando inizino i lavori del nuovo tratto a quattro corsie tra Sibari e Corigliano- Rossano c’è da porre alcuni interrogativi. Storicamente, infatti, né adesso che è Corigliano-Rossano è comune unico ne quando erano due comuni distinti e separati, nel tratto della SS 106 coriglianese e rossanese è stato mai impiantato un autovelox o un tutor. Perché? È lecito chiedersi come mai, mai nessun sindaco o amministrazione o altro ente autorizzato, né prima né dopo, abbia preso in seria considerazione, almeno nei tratti considerati più critici di installare un qualsiasi dispositivo per il controllo della velocità dei mezzi in transito. Eppure, tanti altri comuni sul versante jonico cosentino, senza citare anche quelli del crotonese, catanzarese e reggino, nei punti stradali più attenzionati hanno deciso di installare soprattutto dei tutor ad iniziare da Roseto Capo Spulico, Amendolara, Trebisacce, la stessa Mirto Crosia. E se l’autovelox misura la velocità istantanea di un veicolo, in un determinato punto e tempo anche con postazioni mobili di polizia e polizia municipale, il tutor misura la velocità media di un veicolo in un tratto di strada, racchiusa tra due punti di rilevamento. Ebbene, gli stessi sindaci e comuni o altri enti che hanno deciso di intraprendere questa via sono stati spesso tacciati di voler fare cassa grazie al montaggio degli stessi dispositivi. Tuttavia, bisogna riconoscere che scelte spesso considerate “impopolari” come quelle condivise dai politici o dalle autorità dei suddetti paesi ma anche di altre città di tutta la Calabria o del resto d’Italia, forse hanno prodotto anche degli aspetti positivi. E anche se non lo sapremo mai, bisogna essere altrettanti “sportivi” nel dire che laddove sono stati istallati autovelox e tutor forse qualche Vita è stata preservata e salvata. Inutile prendersi in giro: laddove esiste un dispositivo che rilevi la velocità le attenzioni si triplicano, i sorpassi spariscono e piedi e mani mollano gli acceleratori. Il perché è facile da spiegarsi: perché nessuno ci sta a pagare multe più o meno salate o a perdere punti dalla patente. E bisogna essere altrettanti onesti nel dire che molti non guidano secondo norme del codice della strada, azzardando sorpassi e manovre di ogni genere. Allora, se uno strumento come l’autovelox o ancora meglio come il tutor può tutelare e salvare delle Vite umane ben vengano. Certo non si può istallare un tutor in ogni dove ma almeno in questi tratti stradali, in questo caso della famigerata SS 106 e valutati ad alta insicurezza anche perché si sono verificati numerosi incidenti mortali, siano pianificati e collocati. Certe volte ma non sempre il detto a mali estremi, estremi rimedi può essere molto utile e applicabili per il bene della causa. Anche nel comune di Corigliano-Rossano, statistiche e purtroppo morti alla mano, si conoscono i siti stradali della SS 106 etichettati come delicati e assai rischiosi. E allora perché non intervenire e optare per una scelta, forse impopolare, come dei tutor per cercare di salvare, anche se non lo sapremo mai, delle Vite Umane? Perché? Se per una volta andare controcorrente volesse dire salvaguardare l’esistenza terrena che ognuno di noi possiede, anche i politici o le autorità di turno che amministrano dovrebbero avere il coraggio di virare verso scelte sicuramente sgradite a molti ma che forse possono salvaguardare la stessa Vita di quei molti.