
Fonte: La Redazione
Era un giovedì pomeriggio quel caldo 27 giugno 2013 quando da Ferrara giungeva la triste notizia della morte del caro amico Enzo Viteritti. Sono trascorsi da allora 12 anni, ma il ricordo dell’uomo, dell’intellettuale, del caro amico rimane come traccia indelebile.
Un’amicizia vera, leale, senza secondi fini ci ha legati per tantissimi anni, durante i quali abbiamo condiviso percorsi giornalisti e culturali. Un’amicizia che vorrebbe spingermi a tracciarne un ricordo, ma non lo faccio, perché tanti amici in comune nei giorni successivi alla sua scomparsa, hanno scritto su di lui, e tra questi ho scelto un articolo del 1° luglio 2013 vergato dal caro amico, anche lui scomparso, Pier Emilio Acri. Il caro Pier Emilio raggiunse la casa del Padre il 24 gennaio del 2015. Morì presso l’ospedale di Corigliano Calabro dove era stato ricoverato qualche ora prima per essere sottoposto ad una Tac. Nato a Caloveto, in provincia di Cosenza, il 28 giugno 1950, da oltre trenta anni risiedeva a Rossano. Scrittore e archivista scrupoloso, preparato e appassionato dell’intero comprensorio della Sibaritide, era considerato uno degli uomini di cultura più operosi del territorio. Impegnato soprattutto nell’associativismo, dal 1990, iscritto all’Ordine dei giornalisti dal 1995. Pier Emilio Acri era anche vice presidente dell’associazione “Roscianum”, cofondatore e addetto stampa del Club del libro della Sibaritide e del Gruppo Artisti Rossanesi. Era stato componente del direttivo della Pro Loco, vice direttore del quindicinale “La Voce” e corrispondente del “Quotidiano” della Calabria. Autore di numerosi libri, saggi e ricerche per i quali aveva ottenuto numerosi premi e riconoscimenti. Fatta questa doverosa premessa vi proponiamo l’articolo di Pier Emilio Acri in ricordo di Enzo Viteritti, datato 1° luglio 2013.

Stamane, alle ore 11,00, nella chiesa di San Francesco di Paola, Protettore e Patrono di Corigliano, si terranno le esequie del Dott. Vincenzo, “Enzo”, Viteritti. Tutta la Città del “Cor Bonum” renderà il giusto omaggio a un grande innamorato di Corigliano – lo ha dimostrato con le opere – e, soprattutto ad un uomo buono, con il quale, da più di trent’anni, abbiamo posto in essere le basi per una “ricrescita” culturale attraverso la valorizzazione di un patrimonio archivistico, artistico, storico, architettonico, monumentale unico e insostituibile. Spesso e volentieri dissentivamo su varie argomentazioni, ma sempre con la più profonda onestà intellettuale; poi col suo “mezzo sorriso” (saggiamente evidenziato nel ricordo di Rinaldo Longo) lo portavo dove volevo arrivare. Nel 1982, allorquando per la prima volta pervengo in veste ufficiale a Corigliano, instauro con Enzo e con Stefano Scigliano (due fra i “monumenti” della cultura coriglianese) rapporti di sana e fattiva collaborazione, soprattutto, di Amicizia (con la A maiuscola) che riesce sempre a far crescere le persone pulite, collaborando su “Diario” al mensile calabrese di attualità, politica, cultura (direttore responsabile il Prof. Giuseppe Franzè) da lui fondato l’anno precedente. Enzo Viteritti, l’ho sentito un mese fa sul cellulare e speravo che come me ce la facesse a superare quel “male” che tutti chiamano “incurabile” e che ha un nome ben preciso: cancro! Lo vedo ora come allora con la sua macchina fotografica professionale a tracolla, il buon Enzo, già Responsabile del Settore Pubblica Istruzione e Cultura e Direttore della Biblioteca “Pometti” di Corigliano, un “vir” che ha dato molto alla Città del “Cor Bonum” e al suo risveglio socio-culturale attraverso un impegno generoso e fattivo palesato attraverso pubblicazioni che hanno fatto il giro del mondo, sia come autore che come editore. Basti pensare a “Corigliano. Immagini della memoria” edito dalla MIT nel 1987, preziosa antologia di fotografie di Corigliano e della sua gente a partire dagli inizi del secolo scorso fino al 1986, e “La dolce industria. Conci e liquirizia in provincia di Cosenza dal XVIII al XX secolo”, del 1991, che raccoglie studi e ricerche dei maggiori esperti su di un’attività che fu il fiore all’occhiello dell’economia calabrese e che vide primeggiare la nostra Città. Nel 2002, con lui, Stefano Scigliano, Lucrezia Francesca Leo, in una con il Comune, Assessorato P.I., Archivi e Biblioteche, con la Soprintendenza Archivistica per la Calabria, l’Archivio di Stato di Cosenza e l’Università della Calabria, nell’ambito della IV settimana della cultura, voluta dal Ministero per I Beni Culturali ha dato lustro alla nostra Città in tutto il mondo con la preziosa iniziativa denominata “Corigliano. La Città degli Archivi”, abbiamo dimostrato, anche attraverso una mostra e un’apposita pubblicazione, che a Corigliano esiste un patrimonio documentario unico e insostituibile. Enzo Viteritti, cosciente dell’importanza per la crescita delle nostre popolazioni, che può provenire da una stampa coraggiosa e libera, che aggreghi tutte le voci, riflettendo sul passato, sul presente e sul futuro di una realtà vasta e variegata come quella coriglianese, e non solo, ha dato vita, nel dicembre 1986, al mensile della Piana di Sibari “Tribuna” (direttore responsabile il Dott. Giuseppe Passavanti) e, nell’aprile 1988, a “Il Serratore”, periodico bimestrale di vita, storia, cultura e tradizioni di Corigliano e della Sibaritide, fonte inesauribile per studi e ricerche, che è la “perla” del suo non comune l’impegno e ingegno. Addio, caro Enzo, rimarrai perennemente presente nel nostro cuore!