
di Cristian Fiorentino
Con il triduo di preparazione la comunità patronale del centro storico coriglianese, diretta dai Padri Minimi di S. Francesco di Paola, si appresta ad omaggiare la Festa di Santa Rita da Cascia. Ritenuta la “Santa dei Casi Impossibili”, S. Rita conta tantissimi devoti in tutto il mondo.
Il programma stilato prevede nel triduo, presso il santuario: oggi martedì 19 maggio alle ore 17:30 la recita del Rosario di Santa Rita da C. e a seguire preghiera del Vespro mentre alle 18:30 la Celebrazione Eucaristica sarà presieduta dal corettore e parroco Padre Ivano Maria Scalise e infine canto del Triduo; mercoledì 20 maggio stesso iter di liturgia ma la S. Messa delle 18:30 sarà celebrata da Padre Giovanni Cozzolino con annesso Canto del Triduo in coda; giovedì 21 maggio la liturgia Eucaristica sarà officiata da Padre Leonardo Paonessa compreso di Canto del Triduo. Nella serata di giovedì 21 ,alle ore 19, è previsto il convegno denominato «Amate il bene comune». Le parole di San Francesco di Paola saranno al centro del dibattito perché il Santo Patrono di Calabria è considerato il precursore della “Dottrina Sociale della Chiesa” come si evince bene dalla lettera del 6 giugno 1483 ai procuratori dell’eremo di Corigliano Calabro Girolamo Sanseverino e Mandella Gaetani. L’editore Demetrio Guzzardi dialogherà con Padre Giovanni Cozzolino dell’ordine dei Minimi che ha già affrontato l’argomento, in questi anni, nei suoi libri. Venerdì 22 maggio, giorno in cui la Chiesa rammenta Memoria e Pio Transito di Santa Rita da Cascia, la parrocchia coriglianese di San Francesco di Paola onorerà la Santa della “Spina e della Rosa” attraverso un prospetto ad hoc: alle ore 17:30, la recita del Rosario di Santa Rita da C. e a seguire preghiera del Vespro, alle 18:30 Santa Messa Solenne con benedizione delle rose e delle bimbe o adulte che vestiranno l’abito votivo della Santa e alle 19:30 la processione della statua nel chiostro del convento e seguire il racconto del Pio Transito di Santa Rita e rientro in chiesa per la recita della supplica. Molti i fedeli che porteranno a casa la “Rosa di Santa Rita”.

La Storia della Santa del “Perdono e Paciere di Cristo”
Venerata e amata da innumerevoli fedeli in ogni angolo del mondo, S. Rita, al secolo Margherita Lotti, nasce nel 1381 a Roccaporena, a 5 km da Cascia. Predestinata alla Santità, il primo segno dell’elezione divina arriva da bambina attraverso il famoso miracolo delle api. Educata dalla famiglia all’amore verso Dio e il prossimo, il Suo carattere è edificato grazie anche alla formazione degli Agostiniani, lo stesso ordine del nuovo Papa Leone XIV. Attraversata da una incredibile esistenza terrena, Rita prima di divenire Santa è stata prima sposa e madre; quindi, dopo la perdita del marito entra in monastero dando seguito alla sua missione fondata sulla virtù di “Paciera”. S. Rita vive ogni giorno innalzando i dolori alle sofferenze di Cristo per l’umanità. Nel 1432, assorta in preghiera, Rita chiede al Signore di renderla compartecipe delle sue sofferenze. Un bagliore di luce e una spina dal Crocifisso, tutt’ora visibile nel monastero di Cascia, Le si conficcò nella fronte, considerato un vero e proprio sigillo d’amore, che Rita portò per ben 15 anni, fino alla Sua morte. Morì a Cascia il 22 maggio del 1457, divenne Beata nel 1627 e fu Santificata solo nel 1737 grazie all’impegno degli Agostiniani che spinsero per la canonizzazione. Dopo un lungo e tormentato processo, fu proclamata Santa il 24 maggio del 1900 da Papa Leone XIII. S. Rita è da sempre legata alle rose per via di un preciso avvenimento. Un giorno, una parente fece visita a Rita a cui chiese di recarsi a Roccaporena nel suo vecchio orto e di cogliere per Lei due rose e due fichi. Nonostante fosse gennaio, un mese di freddo, neve e gelo la parente nell’orto di Roccaporena trovò le rose e i fichi testimonianza che l’amore di Dio aveva ancora una volta esaudito i desideri di Rita. Da allora la rosa è divenuto il simbolo “Ritiano” per eccellenza. Rileggendo l’intensa vita di Santa Rita, oltretutto, si carpiscono tanti momenti storici e dettagli e soprattutto la divulgazione dell’umiltà e della pazienza. Tutti tratti che marcheranno la spiritualità e l’umanità di S. Rita: considerate uniche e contagiose come un “Segno” distintivo estesosi nei secoli a tanti devoti del pianeta fino all’era contemporanea.