
di Cristian Fiorentino
Presenza significativa e costante presso la chiesa “Santa Maria ad Nives” anche nel terzo sabato di maggio in devozione alla Madonna. La partecipazione nel luogo sacro del borgo marinaro di Corigliano, lo scorso 16 maggio, ha ricalcato quella dei precedenti sabati.
A Schiavonea molti devoti in viaggio a piedi fin dal chiarore del nuovo giorno, dal centro storico, dallo scalo e dalle altre contrade coriglianesi, per giungere puntuali alla prima Santa Messa del mattino delle ore 6:30. Interno completamente ricolmo di fedeli e molti assiepati anche sullo spiazzo d’ingresso. Pellegrini ricevuti tra preghiere e benedizione con l’acqua Santa dispensata con l’aspersorio da Padre Gerardo Giordano.

La recita del Santo Rosario ha preceduto la Celebrazione Eucaristica coadiuvata dai ministranti e accordata dall’eccelso coro parrocchiale con brani Mariani. Liturgia officiata da Padre Davide Perdonò che nella sua omelia, facendo leva sulla pagina dal Vangelo, ha sottolineato: «Gesù nell’ascensione non torna in cielo ma ritorna al Padre da cui era venuto per affrancarci. Se ognuno di noi ha la percezione che Dio è Padre anche la nostra Fede potrà poggiare su un amore ricevuto gratuitamente e incondizionato.

Dobbiamo essere capaci di instaurare un’alleanza duratura che fonda le radici sull’amore del Padre. Deve essere un’ascensione che porta al Padre la nostra umanità. Gesù ci ha donato attraverso il suo sacrificio la dignità di figli. Dobbiamo contemplare e tendere alla nostra umanità che ci appartiene avendo cura di non deturparla. Anche se si inciampa nelle tentazioni della vita, bisogna ricordarsi che le avversioni si possono sconfiggere perché siamo liberi perché figli di Dio e grazie al gesto compiuto di Gesù. Piuttosto dovremmo interrogarci su cosa facciamo realmente per coltivare questo amore. L’amore inteso come affidamento ma anche dove riconoscere l’altro. Il senso della vostra devozione per Maria non può ridursi alla sola presenza o alla tradizione. In Lei noi vediamo dei valori Cristiani che sposiamo e che per noi sono importanti.

Il valore più grande trasmesso da Maria è stato svuotare il suo cuore per fare posto a Dio. E noi facciamo dimorare Dio nel nostro cuore? L’amore di Dio abita in Maria perché Lei lo permette partecipando ad un Amore ancora più grande. La Volontà di Dio in Maria è quella di condividere la stessa volontà senza chiedere nulla. La fiducia che a noi ci viene chiesta è vivere tutta la nostra vita facendoci guidare dall’amore del Padre. L’angelo propone il progetto di Dio a Maria che ha il desiderio di capire ma accetta. Lei ha vissuto e ha trasmesso la Sua testimonianza dopo aver accolto la Parola. Anche la nostra capacità di saper perdonare, ad esempio, è proporzionata all’unione col Padre. Maria vive questa dimensione con umiltà e affidamento contenendo tutte le sofferenze del Figlio. Dobbiamo saper cogliere in Maria i valori essenziali della Fede. E per essere concreta la nostra devozione dobbiamo saper assimilare i valori che Lei ha testimoniato.

Gesù, oltretutto, nel Vangelo dice agli Apostoli che ancora non conoscono il Padre sorgente di tutto. La ferrea volontà di Gesù nel Padre lascia trasparire la bontà e la Misericordia di Dio che anche noi dobbiamo imparare a riconoscere seguendo gli esempi e la Parola di Gesù e Maria». Dopo la benedizione, recitata anche la preghiera alla Madonna della Schiavonea, a cui i pellegrini hanno reso ossequio sia in chiesa ai piedi del simulacro della “Madonna Nera” che nel vicino santuario davanti al “Quadro Miracoloso”. Sabato 23 e 30 maggio, la tradizionale venerazione presso la chiesa di Schiavonea proseguirà e vedrà anche nuovi pellegrini unirsi all’adorazione Mariana. Intanto, la Peregrinatio Mariae, nel mese consacrato alla Madonna, tra momenti condivisioni e Santo Rosario sta procedendo nel borgo marinaro alla presenza di parrocchiani e grazie alle meditazioni proposte dai Padri Redentoristi.