
di Cristian Fiorentino
A pochi giorni dalla fine della regular season in casa Asd Corigliano è tempo di bilanci e di riflessioni. Dopo l’ultima fatica sul campo di San Marco Argentano e il successo sulla Nuova Roggiano, la squadra coriglianese ha chiuso definitivamente la stagione 2025-2026.
Nell’anno da matricola, la società del presidente Giovanni Sangregorio ha chiuso con un rendimento in crescendo: 42 punti, 43 sul campo e 1 di penalità, ottava in classifica, con 13 vittorie, 4 pareggi e 13 sconfitte in virtù di 51 reti siglate e 44 incassati. Altro dato interessante quello scaturito per bomber Buongiorno che con le sue 23 reti ha ottenuto la seconda piazza nella speciale classifica dei capocannonieri. Gli intoppi di inizio annata e i tanti infortuni, però, hanno un po’ condizionato la prima parte mentre la seconda parte del torneo ha visto la formazione jonica assestarsi, grazie a nuovi innesti mirati, ottenendo un interessante crescita. In chiave futuro, la dirigenza verdearancio biancoazzurra avrà tutto il tempo di riflettere sulle strategie da adottare per ambire a nuove mete. I calciatori da trattenere assolutamente, compresi alcune pedine in fase di recupero dopo le rispettive operazioni chirurgiche, possono rappresentare lo zoccolo duro a cui affiancare altri giocatori d’esperienza e senza dimenticare qualche talento juniores già in rosa.

Frattanto che il sodalizio coriglianese si goda il meritato risposo e promuova la nuova linea da seguire, è lo stesso mister Franco Celi che ha voluto fare il punto in seno all’ultimo campionato: «È stato un anno intenso e ricco di numerose emozioni. Una stagione calcistica condita da soddisfazioni ma anche da delusioni e amarezze. Sono subentrato a novembre e, come è giusto che sia, per rintracciare la squadra è servito il tempo necessario. Cercare di sistemare ogni situazione e di mettere ognuno al proprio posto, affrontando mille difficoltà, non è stato semplice. Tra tutte il problema della struttura stadio, non adeguata alle sedute degli allenamenti serali, a causa della scarsissima illuminazione. Non da meno l’organico falcidiato da vari e troppi infortuni. La solerte società, tuttavia, a dicembre si è impegnata per rimpinguare l’organico. Al netto delle defezioni e dopo la partenza di alcuni giocatori, tuttavia, la “coperta” era abbastanza corta. Abbiamo avuto periodi dove affrontavamo la preparazione 14 elementi. Pian piano, però, la squadra è cresciuta venendo fuori e siamo riusciti a rialzarci prenderci anche delle soddisfazioni. Ho notato un cambio di passo e visto un gruppo di ragazzi diventare una vera squadra. Ringrazio tutto lo staff, davvero fondamentale, perché senza di loro sarebbe stato tutto più difficile. Team composto da persone speciali e che mi preme ringraziare il direttore sportivo Valerio Sposato che ho imparato ad apprezzare. Ringrazio tutta la società in primis il presidente Giovanni Sangregorio e la sua famiglia, l’ingegnere Francesco Santella, il dottor Stefano Pirillo, il grande direttore generale Franco Marino, il fedelissimo Antonio Aversente e il nostro grande custode Natale Tramonte che mi hanno sempre sostenuto. Un pensiero va ai calciatori scesi in campo, veri protagonisti, che si è dimostrato un gruppo di ragazzi capaci di rimanere sempre concentrati sul campo. Devo sottolineare, perché non è scontato, che ho allenato una squadra che conosce il significato della parola allenamento. Mi sono divertito e per questo ringrazio loro per quello che mi hanno trasmesso. A tutti loro va l’augurio più sincero e che possano sempre inseguire e raggiungere i propri sogni: più grandi e belli per la propria carriera. In bocca al lupo ragazzi».