
di Salvatore Martino
Ormai, è chiaro che dietro le guerre e le diatribe che stanno consumando il mondo e bruciando questo nostro tempo, ci sono vicende ancora più oscure e inconfessabili, che riguardano gli interessi di alcuni e non di popolazioni.
E anche quando si parla di pace, come si sta facendo in questi giorni a proposito dell’Iran, è evidente che non ci si riferisce all’antico assunto, che lasciava immaginare periodi più o meno lunghi di non belligeranza, di dialogo, e di cooperazione, ma a qualcosa che domani potrà essere messo in discussione. Non esistono più regole, non ci sono più protocolli, non esiste più sicurezza; quello che è stato deciso oggi, domani potrà essere rimesso in discussione o, addirittura, cancellato. E questo, in nome del nuovo di-sordine mondiale, ipocritamente accettato e subìto da quasi tutte le cancellerie occidentali.