
di Cristian Fiorentino
La forte devozione più che la tradizione ha aperto la serie dei sabati in onore della Beata Vergine Maria nel borgo marinaro coriglianese. Al chiarore del giorno, un gran numero di pellegrini, per lo più donne, si è messo in cammino verso la chiesa “Santa Maria ad Nives” di Schiavonea.
Fedeli, arrivati in tanti a piedi sia dal centro storico che dallo scalo e da altre contrade, in segno di ossequio alla Madonna. Nel mese dell’anno consacrato alla Madre di Dio, in effetti, molti hanno ravvivato, con la propria sentita partecipazione, il proprio sentimento nel primo dei cinque sabati previsti in questo 2026. Culto verso la “Madre di Dio” che ha nella percorrenza fino al tempio di Schiavonea, un volontario sacrificio da offrire alla “Mamma Celeste”. Camminando per alcuni chilometri, alcuni per voto e altri addirittura anche scalze/i, il pellegrinaggio dei “Sabato di Maggio dedicati Madonna” rinnova un appuntamento condiviso anche da intere famiglie oltre che da uomini e bambine/i.

Nel tratto di strada percorso, le comitive in preghiera, recitando il Santo Rosario, rievocano anche il ritorno nel borgo antico del quadro della Miracolosa “Madonna della Schiavonea”, nell’ottobre del 1648. Calorosa come sempre l’ospitalità della comunità parrocchiale di “Santa Maria Ad Nives” e chiesa affollata in tutti i suoi ambienti sino allo spiazzo esterno. Accoglienza dettata anche dalle note del coro attraverso l’intonazione dei brani Mariani. Il sacerdote Padre Gerardo Giordano ha accolto pellegrini/e tra preghiera e aspersione per la benedizione.

Celebrazione Eucaristica coadiuvata dai ministranti e officiata dal parroco Padre Davide Perdonò che durante l’omelia ha asserito: «Ci ritroviamo insieme per la devozione verso la Madre di Cristo e Madre nostra. E sono contento non solo di vedervi numerosi ma anche che, in questo primo nostro incontro, abbiamo proclamato il Vangelo di Giovanni. Nella Parola annunciata oggi Gesù ci dice che deve tornare al Padre. I discepoli sono turbati e si sentono già soli e abbandonati. Ma Gesù stesso ci ricorda che non ci lascerà mai soli. Lui deve tornare al Padre dove Gesù ha sempre abitato. Da questo dialogo tra Gesù e gli Apostoli ci giunge il chiaro messaggio che anche noi dobbiamo pregare il Padre. Dobbiamo essere in grado di riscoprire, infatti, la voglia di trascendere.

Per fare ciò dobbiamo smettere di interpretare il Vangelo come un’opera sociale. Abbiamo dimenticato che il Vangelo invece è un’opera eterna. Bisogna permettere a Dio Padre di dimorare in noi. Bisogna dare a Dio questa possibilità per riappropiarci del valore e dell’amore sconfinato. Gesù andando al Padre, oltretutto, non ci abbandona ma Lui desidera stare in noi. Il quesito che Filippo pone a Gesù di mostrargli il volto del Padre non è un caso: lo chiede perché vuole vedere il proprio volto e conoscere la nostra origine. Il Padre è la nostra origine e Gesù è venuto in mezzo a noi per condurci al Padre. Anche la Santa Messa è rivolta al Padre e spesso nelle formule che recitiamo lo citiamo intenzionalmente.

E solo attraverso Cristo dovremo arrivare a Lui. Il Figlio mostra il volto del Padre perché lo ama e il Padre ama il figlio. Gesù ci ricorda che “Chi vede Me vede il Padre e chi contempla Me vede Lui”. Nonostante tutto, Gesù nella sua Passione si rimette alla “Volontà del Padre” perché necessaria nel progetto di Salvezza voluto per noi. E Maria è stata prescelta da Dio attraverso l’annuncio dell’Arcangelo. Anche grazie al Suo Si è stato possibile il dono della redenzione. Lei è Colei che tende l’orecchio alla Parola del Padre leggendo tutta la vita del Figlio. Maria non si oppone mai, neanche quando Gesù si smarrisce nel tempio da bambino, ma nel silenzio prosegue la sua missione. Durante e dopo la crocifissione Lei è lì non scappa, al contrario degli apostoli, ed è sempre Lei che tiene insieme i discepoli dopo la morte di Gesù. Lei abbraccia tutta la storia della Salvezza ponendosi sempre in ascolto. E come lo intese bene Maria, anche tutti noi dobbiamo ricordarci che la risurrezione di Gesù parte e passa dalla Croce perché solo così si può intendere il volere indicato dal Padre». A corredo della S. Messa e della benedizione, recitata anche la preghiera alla Madonna della Schiavonea, il cui glorioso quadro spicca nel limitrofo santuario. In chiesa, invece, per tutto mese esposta la statua, molto venerata dai pellegrini. Cammino e devozione dei pellegrini in questo mese Mariano che si ripeterà anche sabato 9, 16 e 23 e 30 maggio.