
Le foto presenti nell’articolo sono dell’Unità Pastorale e di Antonio Amica
di Cristian Fiorentino
Si conferma un evento originale e sui generis la “Via Crucis Vivente” allestita e rappresentata dall’Unità Pastorale di Corigliano Centro Storico. Intitolata “Contempliamo Insieme I Misteri della Passione del Signore” l’evento religioso, andato in scena nella serata di domenica 30 marzo scorso, ha riscosso una nutrita partecipazione.
Parrocchiani, fedeli e cittadini del resto della comunità coriglianese hanno assistito all’avvenimento condividendo i tanti momenti proposti. Peculiare iniziativa capace di attrarre gli interessi di un numeroso pubblico presente per tutte e quindici le Stazioni della Via Crucis.

Più che caratteristico il luogo scelto per la scena dell’Ultima Cena: piazzale delle armi – Mario Candido presso il castello. L’impatto visivo dello scenario, osservato anche negli scatti fotografici, testimonia in effetti una forte similitudine con la più famosa tela di Leonardo Da Vinci dell’Ultima Cena. Interpretazione proposta dagli attori della Confraternita delle Anime Sante del Purgatorio in Santa Maria Maggiore che ben si coniuga col più famoso dipinto del geniale Leonardo.

Geniali anche gli ideatori di questa scenografia, in primis il parroco Don Fiorenzo De Simone, che quasi ricalca il quadro con le dovute differenze come, ad esempio, l’ambiente chiuso o la prospettiva. Tra le similitudini la disposizione della tavola e le tre arcate del dipinto che ricordano le tre porte del maniero sul piazzale M. Candido.

L’effetto di primo acchito resta senza dubbio quello dell’Ultima Cena del Da Vinci che calato in uno scenario come quello dello spiazzo del castello ha avuto un risalto enorme. Le mimiche gestuali nelle sequenze presentate e le meditazioni a tema hanno fatto il resto sia per la contemplazione dell’Ultima Cena che per le successive Stazioni della Via Crucis.

L’evento, in effetti, è stato itinerante attraversando vie e piazze del borgo antico coriglianese. L’impegno e la complicità dei tanti parrocchiani, congreghe e associazioni orbitanti nelle collettività di Santa Maria Maggiore, San Pietro e Paolo e Sant’Antonio ha permesso la riuscita della manifestazione, concepita da Don F. De Simone vero cultore delle tradizioni e sempre creativo in ogni progetto. La consonanza tra le varie anime che hanno condiviso il prospetto ha garantito non solo di recepire l’esposizione ma anche di assimilare riflessioni. La “Passio del Cristo” vissuta nel borgo antico di Corigliano ha fatto soffermare il pensiero su diversi tratti delle ultime ore della vita di Gesù.

Storia carismatica quella del Cristo su cui ogni volta si riscoprono tratti tipici capaci di affascinare i fedeli. L’iter della Via Crucis, anche in questa circostanza, ha saputo suscitare singole emozioni e per una serata dove l’ottima riuscita ne è stata una gradevole conclusione. Don F. De Simone, ha accompagnato spiritualmente il pubblico accorso lungo tutto il cammino annunciato. Il primo atto della Grande Settimana Santa, proprio nella Domenica delle Palme, ha visto successivamente lo spiazzo della chiesa di San Pietro e Paolo accogliere la scena del Getsemani.

In piazza Compagna vissuta la scena del Sinedrio, dinanzi la chiesa di Santa Maria Maggiore l’incontro tra la Madonna e Gesù. A Porta Librandi, invece, l’entrata nello scenario del Cireneo, ai gradoni di Sant’Antonio l’incrocio con la Veronica. A Villa Margherita Gesù e le pie donne, presso la statua della Madonnina la terza caduta di Gesù e sul sagrato della chiesa di S. Antonio la crocifissione e la deposizione. La narrazione è stata armonizzata da fondi musicali e melodie tematiche. La Passione di Gesù è stata accolta da vie e ambienti del centro storico di Corigliano ma i plausi per l’affermazione ottenuta sono da ripartire tra tutti coloro che hanno sposato l’idea. I buoni propositi e l’impegno hanno contrassegnato una manifestazione a cui hanno preso parte oltre alla congrega del Purgatorio di Santa Maria Maggiore, il Gruppo Operativo, la Confraternita del Purgatorio di S. San Pietro, il Coro di S. Pietro, la congrega di San Giuseppe, il Coro di Sant’Antonio, la Congrega dell’Addolorata, la Confraternita delle Grazie, la Congrega del Rosario, il Gruppo delle Catechiste e il Gruppo Liturgico. Ancora una volta la tradizione Cristiana ha richiamato e ripopolato per qualche ora il centro storico dando visibilità a luoghi e residenti. L’aspetto socio-culturale transita necessariamente anche da queste tappe e può offrire, partendo dalle genuinità del popolo, nuovi impulsi di crescita e emancipazione.