
Fonte: Comunicato stampa
Il comitato “I guardiani del Crati”non si arrende e porta la grave situazione in cui versa il Crati al Senato della Repubblica. Ieri, 18 marzo 2026, unitamente al sindaco di Santa Sofia e del vicesindaco di Tarsia, abbiamo portato la questione della grave situazione in cui versa il fiume Crati all’attenzione del vicepresidente del Senato Gianmarco Centinaio, che con pazienza e professionalità ha ascoltato il dramma che stiamo vivendo.
Gli abbiamo esposto puntualmente la precarietà delle nostre esistenze a causa della mancata manutenzione del fiume Crati e dei gravi episodi, ripetuti negli anni, che hanno messo a repentaglio la nostra esistenza e hanno distrutto le nostre case e le nostre aziende. Stiamo ribadendo a gran voce che noi non chiediamo l’elemosina a nessuno, ma chiediamo solamente il diritto, nostro e delle nostre famiglie, di vivere in sicurezza.
Stiamo chiedendo l’immediata modifica della normativa, che da anni, non consente la pulizia dell’alveo dei fiume riportandolo ai livelli storici. Certamente il rifacimento degli argini a norma di legge resta una priorità, considerato anche i fondi a disposizione della Regione Calabria ma riteniamo che l’intervento nell’alveo sia realizzabile in tempi brevi previo intervento del governo (tramite decretazione d’urgenza). Siamo stati costretti a portare questa assurda tragedia che stiamo vivendo direttamente a Roma poiché il presidente Occhiuto non ha risposto, a tutt’oggi, alla nostra richiesta di incontro. Continua a piovere con intensità preoccupante e l’assetto idrogeologico della fascia jonica è completamente fuori controllo. Nel prossimo incontro pubblico, che stiamo già organizzando, faremo notizie più dettagliate in merito.