
Fonte: Comunicato stampa
Questa volta saremo direttamente noi a seguire l’ennesima tragedia preannunciata dalla quale difficilmente ci rialzeremo, interloquendo con le istituzioni e cercando di capire se ci sono delle responsabilità.
Ora abbiamo costituito un comitato spontaneo “I GUARDIANI DEL CRATI” e nonostante le grosse difficoltà che dovremmo affrontare questa volta noi non ci arrenderemo fin quando non saremo ristorati e il grande fiume Crati non sarà messo in sicurezza. Stiamo ancora cercando di fronteggiare il disastro che abbiamo subito nel 2018, per il quale siamo stati abbandonati dalle istituzioni competenti e non abbiamo avuto nemmeno un piccolo risarcimento (fosse solo per tutti i capi di bestiame che abbiamo perso) e dobbiamo affrontare questo nuovo e grave straripamento del Crati. Ora, però siamo completamente in ginocchio e se non arrivano degli aiuti economici non c’è la possiamo fare.
Ma soprattutto non siamo più disponibili a vivere nell’assoluta precarietà, esistenziale e materiale, sempre con il terrore che la prossima volta che succede lo straripamento del Crati qualcuno possa perdere la vita. Ecco perché abbiamo unito le nostre forze e ci siamo organizzati in un comitato. Chiederemo alle istituzioni di essere ascoltati e soprattutto di essere informati su come stanno procedendo per farci arrivare al più presto gli aiuti economici che ci stanno, ancora una volta, promettendo e soprattutto vogliamo la partenza immediata dei cantieri per la messa in sicurezza del Crati.
Mario Oliveto Presidente del Comitato “I Guardiani del Crati”