
Fonte: La Redazione
“Don Bosco si pone accanto a ciascuno di noi come un padre, come un santo chiamato a camminare accanto. Possiamo comprendere don Bosco solo se ci mettiamo in ascolto della parola di Dio”.
Così il superiore dell’Ispettoria salesiana dell’Italia Meridionale, Albania, Kosovo e Montenegro, don Gianpaolo Roma, che ha celebrato la sera del 31 gennaio, in occasione della festa del fondatore, presso la comunità salesiana di Corigliano Rossano, nella chiesa dei santi Nicola e Leone.

“Don Bosco – ha aggiunto l’Ispettore – non ha aspettato i tempi migliori per amare, ha amato nel tempo concreto che ha vissuto. Ha sognato per trasformare la realtà”. E sempre riprendendo il santo dei giovani ha continuato: “se vuoi cambiare un territorio, una città, una famiglia, te stesso, devi cominciare da ciò che abita la tua mente, il tuo cuore”.

Quindi, rifacendosi al vangelo del giorno, ha posto la domanda: “qui tra noi i piccoli trovano una comunità che li accoglie e li aspetta? Il sogno di don Bosco, era quello che tutti non si voltassero dall’altra parte quando un ragazzo si perde”. Don Gian Paolo ha invitato inoltre a “tenere vivo il sogno qui oggi, che vuole dire diventare ognuno immagine di quel pastore che cerca in un luogo dove si respira fiducia”. Ed ancora il “successore di don Bosco per l’Italia meridionale”, così lo ha definito nella presentazione don Emidio Laterza, ha dato coraggio per investire tempo con “dedizione fedele e feriale, umile e semplice. Non con emozioni di un giorno ma con l’amore di tutti i giorni. Un amore che non cerca applausi ma volti. Che non ci manchi la gioia e lo sguardo sui piccoli, sui giovani, sui fragili. In questa terra – ha concluso – il sogno continui non come nostalgia di un passato, ma come profezia di un futuro che già si realizza”.
A seguire, dopo la celebrazione ci si è intrattenuti in un momento di festa con il taglio della torta nel salone adiacente la chiesa.