
di Giacinto De Pasquale
La città di Corigliano-Rossano è abituata a dimenticare quei figli che attraverso la loro opera hanno contribuito, nel corso del tempo, ad arricchire il patrimonio storico, artistico e culturale cittadino.
Quindi non ci sorprende più di tanto se un suo “figlio” viene celebrato in altri luoghi. Stiamo parlando di Pancrazio Promenzio scomparso nel novembre di quattro anni fa. Promenzio era un artista. Nato nel 1940, diplomato a Napoli all’Accademia di Belle arti. Lì fu amico e allievo dei maggiori artisti italiani del Novecento, presenti a Napoli in quagli anni. A 20 anni, ebbe la cattedra di storia dell’arte nei licei di Corigliano Calabro, (il docente più giovane d’Italia). Ha insegnato storia dell’arte nelle scuole medie di Corigliano centro finendo la sua più che onorata carriera alla Leonetti di Schiavonea. Negli anni ‘80 fu quotato nell’Annuario italiano degli artisti-panorama d’arte, ha presenziato a numerose mostre individuali e collettive in tutta Italia. È stato presidente del Gruppo artisti rossanesi. ù

Negli anni ’70 fu segretario del Partito socialista italiano di Schiavonea, epoca di occupazioni delle terre, di lotte per il Porto, a difesa del bracciantato, dei pescatori, vicino sempre alle posizioni politiche di uno dei sindaci coriglianesi più illuminati e figlio del popolo Gabriele Meligeni sempre vicino ai bisogni degli umili. Fondò e diresse a cavallo tra gli anni ’70 e ’80 il Circolo culturale “Pietro Mancini”.

Anche la città di Melissa ha ricordato il maestro. «Con la morte di Pancrazio Promenzio va via un altro pezzo di storia artistica e culturale della nostra Calabria» –scrisse nel novembre del 2021 il primo cittadino Raffaele Falbo dopo avere appreso della scomparsa- Un uomo che ha fatto della sua passione per l’arte un’occasione per ricordare anche momenti difficili della nostra terra. Nel 1980, grazie a lui, un suo dipinto “Melissa” fu inserito nell’annuario italiano degli artisti e fu esposto nelle mostre più importanti del nostro Paese. Occasione che fece conoscere ancora di più la triste pagina che interessò la nostra terra con i Martiri di Melissa.

Occasione unica per rinnovare discussioni e confronti tra gli artisti e non solo, compreso il compianto Ernesto Treccani, su uno degli eventi più tragici del dopo guerra italiano.” Nei giorni scorsi è toccato al centro pugliese di San Pancrazio Salentino (in provincia di Brindisi) ricordare la figura del maestro. Perché il centro salentino ha ricordato Pancrazio Promenzio? Perché il maestro, se pure per una serie di circostanze fortuite, l’11 dicembre 1940 nacque proprio a San Pancrazio Salentino. Ed in occasione dell’85° anniversario della nascita la cittadina del Salento ha conferito la “Cittadinanza Illustre alla memoria di uno dei suoi figli più illustri” come si legge in una nota stampa del comune pugliese.

“L’iniziativa, fortemente voluta dal Sindaco Edmondo Moscatelli, – prosegue la nota – si è svolta nel corso di una cerimonia solenne organizzata dall’Amministrazione comunale, con il coordinamento dell’Assessore alla Cultura, Antonella Fontana, alla presenza di autorità, familiari, cittadini e studenti. Pancrazio Promenzio – spiega il comunicato – è considerato tra i principali esponenti del verismo pittorico meridionale, distinguendosi a livello nazionale per il suo impegno. Celebre il suo ciclo pittorico dedicato ai fatti di Melissa del 1949, con quattro opere che raccontano le drammatiche vicende dell’occupazione delle terre incolte in Calabria, durante le quali persero la vita tre braccianti e che valsero l’onore di una pagina a lui dedicata nell’Enciclopedia Mondiale degli Artisti Contemporanei nel 1984. Promenzio è stato tra i pochi artisti, insieme a Ernesto Treccani, Paolo Cinanni ed Emilio Notte, a rappresentare pittoricamente quell’evento tragico, mentre a livello nazionale, tra gli altri, Renato Guttuso illustrava la strage di Portella della Ginestra. Agli inizi degli anni ’80, il pittore vissuto sempre a Corigliano-Rossano, venne invitato da vari sindaci lombardi a raccontare, tramite le sue opere i drammatici eventi dell’agro crotonese che ispirarono la sua arte, e per questo ottenne il Primo Premio dell’Accademia Ambrosiana di Pittura, nella Sala del Grechetto del Comune di Milano, nel 1982. Dopo aver ricevuto la Cittadinanza Onoraria dal Comune di Melissa (KR) nel 2022, – prosegue la nota del comune di San Pancrazio Salentino -la Cittadinanza Illustre da parte della sua città natale rappresenta un ulteriore riconoscimento dell’alto valore artistico e sociale della sua opera. Nei mesi precedenti, l’Amministrazione Comunale, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo di San Pancrazio Salentino, ha promosso un concorso rivolto agli studenti delle classi terze medie, volto a riflettere sul tema della dignità del lavoro e sull’eredità artistica e civile di Pancrazio Promenzio. Durante la cerimonia, sono stati premiati i tre vincitori con elaborati pittorici, audiovisivi e installativi di grande qualità e impegno. La serata, oltre quello del Sindaco Moscatelli e dell’Assessore Fontana, ha registrato gli interventi di Cosimo Zullo, storico e dirigente della Cgil, Novella Fantastico, vice dirigente dell’Istituto Comprensivo, del segretario nazionale del Partito Socialista Italiano, Enzo Maraio – che ha ricordato la militanza da dirigente socialista di Promenzio- e di Raffaele Falbo, già sindaco di Melissa che ha illustrato le motivazioni storico-artistiche alla base del conferimento dell’onorificenza e che hanno reso riconoscimento “all’elevatissimo valore pittorico del nostro conterraneo” esprimendo soddisfazione per l’evento in corso. A nome della famiglia, il nipote, Federico Promenzio, ha consegnato al Sindaco, in rappresentanza dell’intera Comunità, un dipinto originale dell’Artista, che sarà collocato in uno spazio pubblico comunale come memoria viva di un artista che ha saputo dare voce e colore alle battaglie dei più umili”. Così, come per il riconoscimento conferitogli alla memoria a Torre Melissa tre anni fa, anche per questo più recente, nei confronti del caro maestro Promenzio è proprio il caso di dire: “Nemo propheta in patria”.