
di Cristian Fiorentino
Salpate nella giornata di mercoledì 3 dicembre le funzioni religiose in onore di San Nicola presso l’omonima comunità parrocchiale coriglianese di contrada Fabrizio.
Nella popolosa contrada della stessa parrocchia presieduta da Don Vittorio Salvati, ricadente nell’Unità Pastorale di “Thurio” e grazie anche alla partecipazione del consiglio Pastorale, mercoledì scorso hanno preso il via i riti composti dal Santo Rosario e a seguire dalla Celebrazione Eucaristica officiata per l’occasione dal Padre Superiore dei Minimi Ivano Scalise, neo parroco del santuario di San Francesco di Paola a Corigliano centro storico. Per l’occorrenza esposta anche la reliquia della “Manna di San Nicola”, custodita nella stessa chiesa. Giovedì 4 dicembre, invece, alle 16:45 Adorazione Eucaristica armonizzata dall’equipe di Pastorale vocazionale. A seguire alle 17:30 la Santa Messa sarà presieduta da Don Marco Fazio e animata dal nascente gruppo dei giovanissimi. Venerdì 5 dicembre, alle 17 la recita del S. Rosario e alle 17:30 S. Messa celebrata da Don Pasquale De Simone, responsabile Pastorale giovanile diocesana.

Sabato 6 dicembre, nella memoria liturgica del Patrono San Nicola della comunità parrocchiale, alle 17:30 i ragazzi del catechismo mimeranno, all’interno di un’originale rappresentazione, la vita e le gesta del Santo integrata dall’inno cantato durante il tempo di festa. Alle 18:30 la Celebrazione Eucaristica sarà officiata dall’Arcivescovo dell’arcidiocesi Rossano-Cariati Monsignor Maurizio Aloise e sarà animata dai “Fratelli di San Nicola”. A margine della liturgia previsto l’arrivo di Babbo Natale dove i bimbi non solo riceveranno dei doni ma doneranno loro stessi in segno di solidarietà dei regali per i coetanei più bisognosi. Annunciati anche dei momenti conviviali con degustazione dei dolci tipici della tradizione natalizia coriglianese e alla nutella. Nella stessa celebrazione si rinnoverà anche il rito della vestizione dei bambini in onore del Santo di origine greca. Giorno 6 dicembre, oltretutto, la chiesa resterà aperta ai fedeli per tutta la giornata per momenti di meditazione e preghiere personali.
San Nicola di Bari, conosciuto anche come san Nicola di Myra (San Nicolao, San Nicolò, San Niccolò; Άγιος Νικόλαος in greco) nacque a Pàtara il 15 marzo 270 e morì Myra, 6 dicembre 343. Ha ricoperto il ruolo di vescovo romano, vescovo di Myra per l’appunto, ed è venerato come Santo dalla Chiesa Cattolica, dalla Chiesa Ortodossa e da diverse altre confessioni cristiane. Viene indicato come un Santo “miroblita” ossia di cui il corpo defunto lasciava colare olio profumato. Le sue reliquie sono conservate, secondo la tradizione, nella basilica a lui consacrata a Bari, nella parte antica della città, e nella Chiesa di San Nicolò a Venezia. Tra le curiosità da segnalare che proprio i veneziani, rivali dei baresi nei traffici marittimi nell’Adriatico e nel Mediterraneo, giunsero a Myra nel 1099 impossessandosi delle restanti reliquie. San Nicola, quindi, divenne Patrono di Bari dove si festeggia il 6 dicembre e l’8 maggio con il famigerato corteo storico delle caravelle) e Santo Patrono dei marinai a Venezia nell’abbazia benedettina di San Nicolò del Lido. Viene considerato un Santo miracolo anche dagli ortodossi grazie ai tanti miracoli attribuitigli sia durante che dopo la sua vita. Era molto dedito a giovani e bambini e salvò molte ragazze dalla prostituzione e resuscitando bambini per morti violente. Anche per questo e per il suo aspetto fisico San Nicola è considerato un santo benefattore e protettore e accostato alla figura di Santa Claus o Babbo Natale. Il simbolo delle tre sfere che S. Nicola detiene in mano nelle raffigurazioni, richiama la storia sia del regalo come dote a tre fanciulle povere perché potessero sposarsi invece di prostituirsi che i tre fanciulli salvati dalla morte. Secondo la leggenda, S. Nicola decise di donare alla famiglia di un nobile decaduto con tre figlie, da mantenere, una grande quantità di denaro divisa in tre parti: dopo aver avvolto in un panno ciascuna di queste tre somme, le gettò nella casa dell’uomo in tre notti consecutive.