
Fonte: Comunicato stampa
Benvenuto fratello fantasma. Benvenuto tra le case diroccate e le topaie, destinatario quasi sempre di sguardi diffidenti, sol magari per il colore della tua pelle. Per bisogno sei costretto a sopportare lo sfruttamento e tante volte l’umiliazione.
Per molti è colpa tua se per le strade del nostro territorio o in alcuni quartieri si trova pattume abbandonato, quando invece i veri colpevoli siamo noi cittadini esempi di grande civiltà.
Tutto ciò succede anche nella nostra Corigliano Rossano, terra di sfruttamento lavorativo.
Questo fenomeno in Italia riguarda diversi e tantissimi settori, ma è particolarmente accentuato nel comparto agricolo, caratterizzato da rapporti di lavoro temporanei e da una marcata stagionalità.
Tutti siamo consapevoli che il sistema produttivo Italia, ha bisogno di lavoratori extracomunitari per crescere e rispondere alla domanda di produzione.
Chi non sa che grazie soltanto alla tua presenza è possibile raccogliere il nostro oro?
Ci siamo chiesti dove vivi, se vieni umiliato, mortificato, come essere umano e come operaio?
Noi ti giudichiamo soltanto, il resto non ci riguarda, l’importante è che tu sia funzionale ai nostri interessi economici.
Perché non porre fine a questa nostra generalizzata ipocrisia di falso dolore per ogni tragedia del mare, diventato ormai un cimitero legalizzato?
Vuol dire che la spiaggia di Cutro non ha scosso realmente i nostri cuori.
Ci siamo ben bene assuefatti a tutto.
Perché non ci chiediamo se lo strumento normativo “del decreto flussi” risulti o meno desueto con le sue quote totalmente insufficienti?
Perché non si ascoltano i vari comparti produttivi nazionali che reclamano manodopera a tutto spiano, tanto che rinunciano a commesse?
Perché non vogliamo capire che nel sistema Italia urge la presenza di lavoratori extracomunitari?
Allora perché non adottare anche noi il sistema tedesco e polacco, entrambi molto elastici in termini di ingressi legali?
Ecco che mi permetto sommessamente, di segnalare la necessità di far partire dal nostro territorio comunale, una riflessione profonda sulla problematica in questione, ed a tal fine, invito l’On. Straface quale neo Assessore regionale all’inclusione, a farsene promotrice, coinvolgendo in primis il Presidente e colleghi assessori competenti per le deleghe, il Sindaco della Città, le Autorità politiche centrali e locali , amministrative, religiose e militari, nonché le associazioni datoriali e sindacali.
È arrivato il momento di rafforzare la battaglia contro la clandestinità e lo sfruttamento per far trionfare la vera accoglienza, il lavoro e la dignità, ma anche la produttività e l’imprenditoria sana.
Avvocato Antonio Leonetti